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FINESTRA DI SGUARDO: la nuova rubrica per le tue Fotoscritture

FINESTRA DI SGUARDO: la nuova rubrica che accoglie le tue Fotoscritture
©Daria Piccotti

Contenuti della Fotopagina

Finestra di sguardo è la nuova rubrica di Fotopagine, uno spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.

Uno spazio di condivisione creativa

Chi entra nei laboratori di Fotoscrittura si immerge nella propria creatività e trasforma letteralmente parole e immagini in nuove opere visivo-testuali attraverso un’alchimia interiore.

Ho deciso di creare uno spazio che accolga queste meraviglie e il blog Fotopagine credo sia proprio il luogo giusto per farlo.

Scopriremo insieme tanti Narrasguardi e Fotoracconti, il prossimo potrebbe essere il tuo!

Sei pront* a cogliere questa opportunità e vedere pubblicati i tuoi lavori creativi?

©Daria Piccotti

Come funziona Finestra di sguardo?

Una Fotopagina al mese sarà dedicata alla rubrica Finestra di sguardo, che accoglierà i lavori più interessanti che vengono creati durante i miei laboratori di Fotoscrittura.

Verranno pubblicati Narrasguardi, Fotoracconti e veri e propri progetti creati con il metodo della Fotoscrittura.

La prossima Finestra di sguardo potrebbe essere la tua!

Il Fotoracconto “Ascolta”

Per inaugurare questa nuova rubrica scopriamo un bellissimo Fotoracconto, nato dall’intreccio creativo di Tatiana, Filena e me durante un laboratorio di gruppo online.

– Ehi, ci sei?

– Sì, sono qui…

– Voltati verso di me, non darmi il dorso!

– Mi senti meglio ora?

– Sì, finalmente!

Era una limpida notte di primavera, la piccola via di paese era silenziosa e tranquilla, ma dalla finestra della bottega all’angolo usciva un leggero bisbiglio, poco più di un sussurro.

Era la bottega artigiana del sarto, quel ragazzone giovane dagli occhi buoni che cuciva gli abiti di scena per attori e comparse del piccolo teatro della piazza laggiù.

Creava piccoli capolavori, cucendo insieme tessuti di abiti dismessi, variegati per colori e fantasie, cui aggiungeva merletti, bottoni, nastri e paillettes con effetti di grande bellezza.

L’estro creativo lo aveva ereditato dal nonno, insieme a quest’arte d’altri tempi e alla bottega, che aveva scelto come suo posto nel mondo.

Una sera, stanco dopo la lunga giornata di lavoro, il ragazzo si addormentò nella bottega e, nel bel mezzo del silenzio, si animò uno strano dialogo, rapidamente trasformato in competizione.

Erano nientemeno che le sue mani, che dibattevano su chi delle due fosse la più abile e veloce, che gareggiavano per il primato in fantasia e, pensate un po’, in manualità.

Le mani di questo abile artigiano erano artefici e custodi di molte storie: il sarto creava i suoi abiti per raccontare i mondi che avrebbero preso vita sul palcoscenico.

A questa fucina creativa prendevano parte in egual misura entrambe le sue mani, al contempo così simili e così diverse, una da una parte e una dall’altra, ma così straordinariamente abili insieme.

Dopo tanto dibattere su chi fosse la più brava, annoiate da questa sterile competizione, si arresero all’evidenza che non potesse esserci un vincitore e iniziarono a porsi altre domande.

– Sai, a volte è così difficile…

– Cosa?

– Sapere che ci sei ma non poterti toccare, e pensare che questo…

– Che questo…?

– Non può avvenire se il ragazzone qui sopra non decide di unirci!

– Cosa intendi?

– Intendo che siamo due, sì, ma non siamo autonome: dipendiamo entrambe da questo corpo di cui facciamo parte e dalla mente che lo guida.

– E ti pesa questo dipendere da qualcuno?

– Mi pesa non poterti stringere quando voglio, non poter costruire con te quel dialogo sincero che, essendo uguali nella nostra unica unicità, sarebbe possibile.

– Ma è possibile…

– Non è possibile.

– E invece sì!

– E come?!

– Imparando a goderci quel preciso istante in cui ci è data la possibilità di stringerci. Certo, non possiamo decidere noi quando farlo, ma vedi che ogni giorno ci tocchiamo, ci sfreghiamo, ci scaldiamo. Come prima, che, congiunte per una preghiera, eravamo insieme. E invece di vivere appieno questo momento ci lamentiamo e pensiamo soltanto a ciò che di negativo troviamo nel nostro incontrarci.

– Già…

– Forse a volte basta solo cambiare il punto di vista.

– Sì…ma come si fa?

– Ascoltandomi e ascoltandoti. Hai presente quando andiamo in palestra? E sollevi quei pesi enormi che penseresti di non reggere nemmeno per un istante? Lì hai bisogno di me, siamo una squadra, lavoriamo in equilibrio e raggiungiamo il risultato. Non serve che parliamo, siamo in silenzio, distanti ma vicine, apparentemente sole ma funzionanti solo perché insieme. Ci rispettiamo, sappiamo che l’una c’è per l’altra, che stiamo facendo qualcosa per raggiungere un obiettivo comune. E siamo felici così.

– Non ci avevo mai pensato, ma in effetti, in quel momento, ti sento vicina e connessa a me quanto ora che mi stai parlando.

– Hai usato la parola giusta, connessa. Costruiamo qualcosa quando siamo insieme e in effetti lo siamo sempre, perché l’amicizia che ci lega e la trasparenza del nostro legame vanno al di là di qualsiasi limite fisico, di qualsiasi paura, di qualsiasi impedimento.

– Posso dirti una cosa ancora?

– Dimmi.

– Stiamo in silenzio, ora.

E così quelle mani di sarto continuarono, insieme, a far rivivere quelle stoffe vissute e un po’ logore, a ricucire strappi, rammendare e impreziosire anche le storie più difficili, con l’arte senza tempo di trarre il nuovo da ogni esperienza di vita.

Vuoi partecipare anche tu?

Ti piacerebbe trasformare la tua creatività in opere e progetti compiuti come questo?

Con il laboratorio di Fotoscrittura apprenderai un metodo creativo nuovo grazie a cui potrai creare Narrasguardi, Fotoracconti e progetti, che potranno essere pubblicati in questo spazio di condivisione creativa.

laboratorio di Fotoscrittura

Con il laboratorio di Fotoscrittura svilupperemo insieme il tuo sguardo fotografico e trasformeremo parole e immagini in vere e proprie opere visivo-testuali.

Puoi scegliere un percorso individuale oppure unirti a uno dei gruppi in partenza.

Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.

Daria Piccotti

Sono una fotografa, storyteller e storica dell'arte di Torino, mi definisco una fotoscrittrice: fotografo, scrivo ed esploro l'unione trasformativa dei due mondi. Ho ideato la Fotoscrittura come metodo comunicativo, artistico ed espressivo e, attraverso l'unione di fotografia e parola, realizzo progetti in ambito sociale, laboratori espressivi, percorsi di fotoscrittura terapeutica. Pubblico articoli su fotoscrittura, board game photography, creatività e progetti di fotoscrittura sul mio blog "Fotopagine".

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