La pet photography come relazione empatica
La pet photography non è un semplice genere fotografico, è una relazione empatica.
Fotografare gli animali domestici è complesso: richiede pazienza, tempo ed empatia. Per me non c’è niente di più bello. Amo gli animali fin da bambina, fin da quando ho memoria, e ho sempre avuto una speciale connessione con loro, soprattutto con i gatti, con cui condivido l’attitudine indipendente, la curiosità e l’amore fedele.
Per questo, quando sono andata da Ivan per fotografare i suoi splendidi mici, Latte e Menta, per me non è stato lavoro, ma un pomeriggio di connessione, dolcezza ed empatia.
Ivan mi ha accolta in casa con grande ospitalità: mi ha aperto la porta e, al suo fianco, due splendori tigrati mi hanno guardata con curiosità per poi rientrare nella loro zona sicura.
Senza fretta, sono entrata nel loro territorio, ho appoggiato l’attrezzatura sul divano e ho iniziato la missione più importante: farmi conoscere, accettare ed entrare in connessione con loro.
Latte, Menta e il tempo della fiducia
Con Menta, la connessione è stata immediata. Mi osservava dal tavolo della cucina con i suoi grandi occhi da regina egizia. Lentamente mi sono avvicinata, porgendole la mano aperta. Lei, con curiosità, si è avvicinata e mi ha annusato le dita.
Non è arretrata, così mi sono avvicinata con il viso e lei, inaspettatamente, ha proteso il suo e ha sfiorato con il nasino umido il mio. Entrambe sorprese da questa vicinanza così immediata, ci siamo guardate per un lungo istante.
Menta è scesa dal tavolo ed è salita al piano di sopra, dove Latte si era rifugiato, più diffidente della sorella. Lei mi aveva già accettata e potevo avvicinarmi senza che si ritraesse. Si è posizionata in uno dei suoi luoghi preferiti, il bidet, come una guardiana silenziosa del rapporto che lentamente andavo a costruire con Latte.
I suoi grandi occhi verdi mi scrutavano con un misto di curiosità e timore, in parte rassicurato dalla presenza di Ivan e di Menta, e in parte timoroso che potessi costituire una minaccia.
Mi sono accovacciata per terra e ho teso la mano verso di lui, attendendo con calma i suoi tempi. Ivan è stato di grande aiuto perché ha fatto da tramite tra me e lui, facendogli capire che ero una presenza sicura e amica.
Poco a poco, con movimenti leggeri e piccoli passi, Latte si è avvicinato a me. Immobile, ho atteso il suo arrivo senza fretta né forzature. Dopo alcuni minuti si è fatto coraggio ed è venuto ad annusarmi la mano, dove ha sentito l’essenza rassicurante di sua sorella.
Spaventato dal suo stesso gesto ardito, si è rifugiato nel suo spazio sicuro dietro al letto, ma ha continuato a guardarmi. Nel frattempo, mentre Ivan ed io chiacchieravamo perché lui si abituasse alla mia presenza, si è riavvicinato e ha cominciato a strusciarsi tra le gambe del suo papà umano.
Il servizio fotografico di Latte e Menta
Solo a questo punto ho preso la macchina fotografica e ho cominciato a realizzare i primi scatti.
Menta ha un’indubbia attitudine da modella. Le è subito piaciuto questo strano oggetto scuro, come un grande occhio che tutto osserva. Si è fatta ritrarre come una principessa, guardandomi con quegli occhi che sembrano truccati di eyeliner, e poi si è lasciata andare nel gioco. Ivan ha preso un nastro giallo, che subito si è trasformato in un serpente a cui dare la caccia, catturato in poche agili mosse.
Attraverso il gioco siamo tornati al piano di sotto. Silenziosamente, anche Latte è sceso con noi e si è posizionato come una piccola sfinge sotto al tavolo della cucina. Tra un’annusata e un momento di gioco, Latte si è messo in osservazione sulle scale.
Appena Ivan ha aperto il frigo, entrambi si sono precipitati tra le sue gambe. Era il segnale della merenda in arrivo. Ognuno con la propria ciotolina, hanno mangiato con appetito e soddisfazione la fesa di tacchino che Ivan amorevolmente prende apposta per loro.
Con le pance piene abbiamo ricominciato il gioco e l’osservazione reciproca.
Nel frattempo Ivan mi ha raccontato come si fossero scelti reciprocamente, proprio come è avvenuto tra me e la mia piccola Iside. Fin dal primo istante mi sono resa conto di come Ivan ami profondamente gli animali e dia tutto se stesso ai suoi piccoli bimbi pelosi.
Ho ritrovato quelle stesse cure e attenzioni che mi appartengono, quella dedizione, cura e amore illimitato che rendono unico il legame tra anime affini racchiuse in corpi di specie diversa.
La fotografia che nasce dalla relazione
Mentre chiacchieravamo scambiandoci aneddoti sui nostri piccoli grandi tesori, inaspettatamente Latte si è avvicinato, guardandomi con curiosità.
Lentamente mi sono abbassata e mi sono lasciata avvicinare. Lui ha strofinato il naso sulla mia mano e si è lasciato accarezzare.
La connessione che si è creata con Latte e Menta è quanto di più prezioso mi porti da quella giornata.
Le fotografie di un servizio di pet photography racchiudono anche la relazione che si è creata per poterle realizzare.
In questo servizio con Ivan, Latte e Menta ho raccolto la delicatezza di un incontro, la pazienza necessaria per entrare in relazione e la bellezza di un amore quotidiano che si nutre di abitudini condivise, gioco e cura.
Ci siamo salutati con gratitudine reciproca e pienezza nel cuore.

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Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.
Per un’esperienza indimenticabile con i tuoi bimbi pelosi e raccontare il legame unico che vi lega.







