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Board Game Photography: quando il gioco diventa arte
©Daria Piccotti

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Ogni gioco è un varco per l’immaginazione. In questo spazio liminale prende vita la Board Game Photography: un genere fotografico che non si accontenta di documentare, ma che ambisce a narrare i mondi racchiusi in scatole e pedine.

Oggi vi invito a varcare questa soglia insieme a me, per condividere un traguardo che va oltre il riconoscimento personale ma che rappresenta la conferma della potenza espressiva di questo linguaggio visivo.

Recentemente ho avuto l’onore di vedere due mie fotografie premiate al XVIII International Boardgame Photography Award 2025, un concorso internazionale organizzato dall’associazione culturale Jugamos Tod@s di Cordoba. Questo riconoscimento è per me un’occasione preziosa per riflettere insieme a voi su come la fotografia possa amplificare la narrazione di un gioco da tavolo, trasformando la materia in emozione e l’oggetto in storia.

Raccontare l'invisibile: la missione della Board Game Photography

Fotografare un gioco da tavolo è un atto di traduzione. Significa prendere un oggetto fisico – fatto di cartone, legno, plastica – e restituirne l’anima narrativa. Ogni gioco è un universo in potenza, che attende solo di essere attivato dall’interazione dei giocatori. Il compito del fotografo è cogliere quella scintilla vitale e renderla visibile.

Non si tratta solo di tecnica o di composizione fotografica, ma di ascolto. Occorre ascoltare la storia che il gioco vuole raccontare, comprenderne le atmosfere, i ritmi, le tensioni emotive. Solo allora possiamo usare la luce, l’ombra e la prospettiva per costruire un’immagine che non sia solo descrittiva, ma evocativa.

Le due fotografie premiate nascono proprio da questo desiderio di immersione: un tentativo di portare l’osservatore dentro la narrazione, facendogli dimenticare, anche solo per un istante, che sta guardando dei semplici componenti di gioco.

Crossing the river of ink: perdersi e ritrovarsi nelle pagine

La fotografia che ha ricevuto il Primo Premio, Crossing the river of ink, nasce dall’incontro tra la letteratura immortale di Dante Alighieri e il gioco da tavolo Inferno.

In questo titolo, i giocatori guidano le anime dannate attraverso i gironi infernali, in un percorso di gestione risorse e strategia che evoca le atmosfere della Divina Commedia.

Board Game Photography: quando il gioco diventa arte
©Daria Piccotti

Per raccontare questo viaggio, ho scelto di trasformare il libro stesso in un palcoscenico.

Ho aperto una vecchia edizione dell’Inferno al Canto III, quello che descrive l’arrivo delle anime sulla riva dell’Acheronte.

Le pagine del libro, curvate dalla rilegatura, sono diventate le sponde di un fiume metaforico, percorso non da acqua ma da inchiostro e parole. Le pedine in legno del gioco, che rappresentano le anime, si muovono su questo terreno letterario. Proiettano lunghe ombre drammatiche, create da un controluce netto e contrastato, che riflette la sensazione visiva ed emotiva che provo leggendo le terzine di Dante.

L’intento non era parlare di una condanna, ma di una risonanza. Ho voluto raccontare quel momento magico in cui, varcando la soglia di un mondo letterario, finiamo per abitarlo con le nostre stesse emozioni. Le anime di legno che si stagliano sui versi non sono semplici pedine, ma rappresentano noi stessi quando ci immergiamo in una storia: ci proiettiamo nei personaggi, ne vestiamo i panni e cerchiamo tra le righe un insegnamento, un conforto o una verità che ci appartiene.

Le ombre che si allungano sul testo sono la traccia del nostro passaggio: ci perdiamo nelle parole di Dante per ritrovare una parte di noi, trasformando la lettura – e il gioco – in uno spazio di ascolto dove le nostre inquietudini possono trovare un nome e una forma.

The Creature from the Horrified Lagoon: l'immersività materica

Board Game Photography: quando il gioco diventa arte
©Daria Piccotti

La seconda fotografia, segnalata con l’Accesit (secondo premio), è un omaggio al cinema classico e alla sua capacità di generare meraviglia e terrore. Il soggetto è Horrified, un gioco cooperativo in cui i giocatori devono difendere un villaggio dall’attacco dei mostri iconici del cinema, come Dracula, la Mummia, l’Uomo invisibile, l’Uomo Lupo, Frankenstein e, appunto, la Creatura della Laguna Nera.

Se per Inferno ho lavorato sul simbolismo, per questo scatto ho scelto la via della matericità e dell’immersività totale. Volevo ricreare l’atmosfera densa e paludosa del film originale del 1954. Ho costruito un vero e proprio diorama, una piccola laguna fatta di terra vera, acqua e piante, in cui ho inserito la miniatura della Creatura.

L’obiettivo era annullare la distanza tra la finzione del gioco e la realtà percepita. La luce, studiata per emulare lo stile drammatico dei vecchi film di mostri, colpisce la creatura facendola emergere dall’oscurità della palude, quasi come se stesse uscendo dallo schermo (o dal tabellone) per entrare nel nostro mondo. In questo caso, la fotografia potenzia l’esperienza sensoriale del gioco, suggerendo che l’avventura non si limita a carte, dadi, pedine e tabellone, ma coinvolge i sensi e l’immaginazione in modo tangibile.

Un grazie a chi promuove la cultura del gioco

Questi riconoscimenti non sarebbero stati possibili senza il lavoro instancabile dell’associazione culturale Jugamos Tod@s. Il loro impegno nella divulgazione della cultura ludica, attraverso il Festival Internacional de Juegos de Córdoba e iniziative come questo premio fotografico, è un esempio luminoso di come il gioco possa essere un veicolo di cultura, incontro e creatività.

A loro va il mio ringraziamento più sincero, non solo per i premi ricevuti, ma per aver creato uno spazio internazionale in cui la Board Game Photography viene riconosciuta e valorizzata come forma d’arte autonoma. È grazie a realtà come questa che possiamo continuare a esplorare e raccontare la bellezza nascosta in ogni scatola.

Racconta il tuo mondo ludico

Ogni gioco da tavolo ha un’anima visiva che aspetta di essere svelata. Che tu sia un autore, un editore o un appassionato che vuole valorizzare la propria collezione, la fotografia può essere lo strumento per comunicare la profondità e l’unicità del tuo progetto.

Se desideri dare forma visiva alle tue creazioni ludiche, trasformandole in narrazioni potenti ed evocative, ti invito a scoprire il mio servizio di Board Game Photography. Insieme possiamo studiare il modo migliore per raccontare il tuo gioco, unendo tecnica fotografica e sensibilità narrativa per creare immagini che lasciano il segno.

Scrivimi per iniziare a progettare la tua narrazione visiva.

Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.

Servizio di Board Game Photography

Per autori di giochi da tavolo, case editrici, blog, creator.

Daria Piccotti

Sono Daria Piccotti, fotografa, Fotoscrittrice e curatrice indipendente. Ho fondato Narravolando®, il mio marchio registrato entro cui intreccio fotografia, scrittura e curatela come pratiche narrative e trasformative. Mi definisco Fotoscrittrice: fotografo e scrivo per esplorare lo spazio di confine tra immagine e parola, dove lo sguardo diventa racconto e il racconto genera visione. Ideo e curo progetti artistici e culturali, mostre e percorsi espositivi, con particolare attenzione al dialogo tra estetica, territorio e comunità. Progetto e conduco corsi personalizzati, laboratori e workshop di Fotoscrittura, accompagnando persone e gruppi in percorsi espressivi che uniscono consapevolezza dello sguardo e narrazione visiva. Nel mio blog Fotopagine pubblico articoli su Fotoscrittura, Board Game Photography, creatività e processi narrativi.

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