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Cosa vuol dire morire? La Fotoscrittura come facilitatore per la Bioetica

Cosa vuol dire morire? La Fotoscrittura come facilitatore per la Bioetica
©Daria Piccotti

Contenuti della Fotopagina

Cosa succede quando una Filosofa e una Fotoscrittrice si incontrano?

Succede che mentre sorseggiano un caffè si ritrovino a discutere di grandi domande e massimi sistemi, non per esercizio accademico, ma per cercare  nuove vie per ri-portare quelle grandi domande all’interno della vita quotidiana, così che tornino ad essere animatrici di consapevolezza.

Giusi Venuti è una filosofa, una ricercatrice e soprattutto un’esploratrice dell’umano nella sua totalità di mente e corpo. Ci siamo conosciute tanti anni fa, ritrovandoci colleghe per caso e diventando collaboratrici per scelta. Abbiamo ideato e costruito tanti laboratori e strumenti di riflessione, mescolando le competenze di entrambe in una sinergia di valori, che presto è diventata amicizia e progettualità condivisa.

L’attitudine performativa di Giusi si è combinata con le mie narrazioni fotografiche e testuali e, con l’approccio multidisciplinare che caratterizza entrambe, accompagniamo le persone all’interno di temi complessi e li rendiamo affrontabili.

La difficile arte di parlare della morte

Giusi si occupa di bioetica e collabora con la facoltà di Infermieristica dell’Università degli Studi di Torino, realtà in cui i temi connessi al morire fanno parte della quotidianità di insegnanti e studenti e del tessuto stesso della professione.

La complessità di questi temi riguarda non solo la comune resistenza a pensare e parlare di morte, abbraccia anche le decisioni sul fine vita, il concetto di cosa sia una buona morte, le difficoltà che incontra ogni giorno il personale sanitario nel rapportarsi con i morenti e le loro famiglie.

Così Giusi ed io abbiamo cercato un modo per facilitare il dialogo su questi temi, qualcosa che agevolasse lo stare in essi in quanto elementi della vita stessa.

©Daria Piccotti

Abbiamo unito forze, creatività, competenze e abbiamo costruito un progetto in cui la Fotoscrittura è diventata strumento per entrare e per stare nelle complessità che la Bioetica si propone di affrontare.

Parlare della morte, o concepirne il pensiero, è un esercizio complesso a cui non siamo abituati.

La fotografia, la scrittura, e l’arte in generale, muovono le corde interiori spingendoci a raggiungere un livello più profondo di consapevolezza e complessità.

Per facilitare un dialogo con gli studenti sui temi del morire abbiamo proposto un esercizio di Fotoscrittura in cui la fotografia fungesse da movente interiore per la riflessione, la quale, rielaborata in parole, avrebbe dato nuovo significato alle immagini.

Un esercizio di Fotoscrittura per rispondere a 5 domande sulla morte

In vista del convegno di Bioetica del 5 maggio all’Università di Torino, abbiamo chiesto agli studenti di rispondere a 5 domande connesse al tema del morire partendo dall’osservazione di una galleria di fotografie.

Ognuno ha scelto per ciascuna domanda l’immagine che risuonava con il proprio sentire.

L’osservazione profonda della fotografia, posta in relazione con lo spunto di riflessione della domanda, è stata la chiave di costruzione della risposta.

In questo modo la proiezione nell’immagine ha reso più accessibile la complessità del tema e l’esternazione di un’elaborazione personale della stessa.

Vediamo le domande.

Gli studenti hanno elaborato le proprie riflessioni partendo dalle immagini osservate, divenute filtro e canale di approfondimento, nonché facilitatrici di esternazione.

L’espressione e la condivisione di valori, convinzioni e idee su un tema tanto delicato quanto difficilmente trattato, hanno trovato una via più semplice nell’immediatezza del linguaggio visivo.

Giusi ed io siamo rimaste molto colpite dall’intensità e profondità delle risposte che gli studenti hanno condiviso con noi, così per ringraziarli e dare valore alle loro riflessioni, Giusi ha rielaborato questa coralità di voci in un testo performativo che ne restituisse la profondità e poliedricità.

Si può pensare la morte? Non so forse pensarla no, possiamo immaginare ma immaginare non è sapere con verità, verità. La verità è che un giorno non ci sarò più ma finché ci penso sono ancora qui, non riesco a togliermi di mezzo e quindi che vuol dire morire? Secondo me è normale pensare ogni tanto alla morte anche da vivi, anche perché da morti non esiste pensiero […]

Eppure una foglia che cade non è una foglia finita ma sfumata, quasi sfuggente. Come se si dissolvesse in un turbine. La foglia cade perché ormai è secca, ma va al suolo dove diventa nutrimento.

Diventare, che bel verbo! Morire forse non è finire ma diventare altro per altri. Energia […]

 

Giusi Venuti

©Daria Piccotti

Il Convegno alla facoltà di Infermieristica dell’Università di Torino

Il 5 maggio 2023 l’aula magna della Facoltà di Infermieristica dell’Università di Torino ha ospitato il convegno sul fine vita “Possibilità e limiti dell’esercizio del potere sulla vita. Legge, Scienza, Etica: una convergenza necessaria”.

Obiettivo della giornata è stato proprio quello di mettere insieme le competenze e le prospettive dei diversi mondi coinvolti nelle decisioni sul fine vita, in particolare medicina, bioetica e giurisprudenza, per costruire uno scambio fecondo e reciproco su un tema complesso che richiede una direzione condivisa.

I preziosi interventi dell’avvocato Manuela Riente sullo stato giuridico attuale e del pediatra Manuele Castagno sul fine vita in età infantile, sono stati preparati e accolti dalla riflessione stimolata da Giusi sulla concezione e il pensiero della morte.

Il suo approccio coinvolgente ha raggiunto le corde più profonde con parole agite e performate nel corpo, accompagnate dalla proiezione delle fotografie su cui hanno lavorato gli studenti.

In questa fucina di costruzione di significato ho realizzato nuove fotografie, che ne cogliessero la complessità e la potenza nel momento stesso in cui esse si manifestavano.

Così un passo avanti nella complessità è stato fatto, ci stiamo preparando ai prossimi, stay tuned!

Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.

Daria Piccotti

Sono una fotografa, storyteller e storica dell'arte di Torino, mi definisco una fotoscrittrice: fotografo, scrivo ed esploro l'unione trasformativa dei due mondi. Ho ideato la Fotoscrittura come metodo comunicativo, artistico ed espressivo e, attraverso l'unione di fotografia e parola, realizzo progetti in ambito sociale, laboratori espressivi, percorsi di fotoscrittura terapeutica. Pubblico articoli su fotoscrittura, board game photography, creatività e progetti di fotoscrittura sul mio blog "Fotopagine".

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