FOTOPAGINE

Chi sono davvero i migranti? La Fotoscrittura racconta

Chi sono davvero i migranti? La Fotoscrittura racconta
©Daria Piccotti

Contenuti della Fotopagina

ODI/S\SEA: Nobody has come.
Un progetto di Fotoscrittura per raccontare le storie dei moderni Ulisse.

Nessuno è ciascuno di noi.

Nessuno è chiunque vaghi esule in cerca del futuro.

Davvero nessuno dovrebbe fagocitarne le speranze.

Siamo tutti migranti nell’odissea della vita.

Ascoltiamo il mare: qualcuno è arrivato, e ha bisogno di noi.

La collaborazione con la Cooperativa Oltremare

Nella Fotopagina di oggi vi porto con me all’interno di uno dei progetti di Fotoscrittura a cui tengo di più.

L’idea di ODI/S\SEA: Nobody has come è nata una sera di inizio primavera, davanti ad un’insalata e un hamburger.

Ero a cena con mio marito e gli amici di una vita, e chiacchieravamo dei rispettivi lavori. Il mio amico Marco racconta del suo lavoro come educatore presso il centro di accoglienza straordinario Oltremare di Spinetta Marengo, a pochi kilometri da Alessandria.

Mi parla dei ragazzi che arrivano al centro dopo l’inferno dei barconi, mi descrive i loro occhi spaventati e pieni di speranza, mi racconta dei loro progetti e delle amicizie che costruiscono al centro, e di come il centro diventi casa e non solo un posto dove dormire.

Ascolto le sue parole, vedo i suoi occhi brillare e sento di voler dare voce a questo universo, così vicino a noi ma ancora così lontano, descritto più per luoghi comuni che per come è davvero.

Seguo l’istinto e gli propongo di realizzare insieme un progetto per raccontare la vita nel centro, inteso come fulcro e raccoglitore di storie, di avventure, sogni , speranze, amicizie, vissuti.

Marco accoglie la proposta con il mio stesso entusiasmo, propone il progetto al team della Cooperativa Oltremare e la reazione è la medesima: pochi giorni dopo ci incontriamo per conoscerci e definire le linee guida e io mi sento subito accolta dal meraviglioso gruppo di lavoro formato da Marco, Arianna, Chiara, Elisabetta ed Ilaria.

E così inizia questa avventura.

Cooperativa Oltremare
Oltremare verso il futuro - ©Daria Piccotti

Perché ODI/S\SEA: Nobody has come?

Perché Odissea non è solo un poema, è il racconto di viaggio per antonomasia, è sinonimo di percorso travagliato, è un contenitore di storie dell’umanità e di ciascun Odisseo che, agli occhi annebbiati del pregiudizio, si trasforma in Nessuno.

E noi vogliamo proprio riportare l’attenzione sulle storie, sulle vicende umane di coloro che vengono spesso assimilati a numeri.

Vogliamo ascoltare e dar voce a quel mare da cui giungono tanti “Nessuno”, che, come Odisseo, sono portatori di storie, vissuti e mondi che devono essere raccontati e riconosciuti.

Chi sono davvero i migranti? La Fotoscrittura racconta
Ripon - ©Daria Piccotti

Gli obiettivi del progetto

Un progetto ampio come questo racchiude una grande complessità di significati e di obiettivi che, per praticità e chiarezza, provo a riassumere nei suoi punti principali:

  • Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della migrazione raccontando le storie dei suoi protagonisti.
  • Far conoscere la realtà di Oltremare, in cui i migranti vengono non solo accolti ma entrano a far parte di una struttura sociale che si configura come una grande famiglia, in cui operatori e ospiti interagiscono, costruiscono significato e cooperano nel costruire un nuovo futuro.
  • Dare voce a coloro che desiderano condividere il proprio percorso attraverso narrazioni visive e testuali che restituiscano individualità a ciascuna vicenda.
  • Divulgare il progetto attraverso canali comunicativi diversificati, come mostre, riviste, presentazioni, blog, al fine di raggiungere un pubblico più ampio possibile.
  • Espandere il progetto ad altre realtà analoghe ad Oltremare e mettere in connessione persone, storie e vissuti.
Chi sono davvero i migranti? La Fotoscrittura racconta
Juwel - ©Daria Piccotti

Raccoglitori di storie

Le storie da raccogliere sono moltissime, ciascuna densa di significato e di vita.

Per raccontarle vado periodicamente da Oltremare e passo del tempo con il team e con i ragazzi che vivono al centro, condividendo momenti con questa grande famiglia in cui mi sono subito sentita accolta.

Tra un sorriso, qualche parola in italiano e in inglese, molta gestualità, il mio francese sgangherato e l’aiuto del team, riusciamo a comunicare e costruire significato. Il momento in cui scatto le fotografie è diventato un gioco, cui i ragazzi partecipano con entusiasmo e attraverso il quale si creano momenti di condivisione.

I ragazzi che lo desiderano mi raccontano la loro personale Odissea, dal luogo di origine alle tappe intermedie all’arrivo in Italia. Spesso mi mostrano gli oggetti che si sono portati per mantenere un legame con le proprie radici, ed anche le cicatrici, visibili e non, che sono arrivate qui insieme a loro. Sono momenti emotivi molto intensi, in cui il racconto si trasforma in condivisione empatica.

Il progetto è in corso d’opera e si amplia progressivamente con testimonianze, momenti di vita quotidiana e scambi di idee con il team di Oltremare, le cui competenze pedagogiche, psicologiche e socioassistenziali, si amalgamano in un lavoro di squadra che si configura come missione di vita.

Il percorso è ancora lungo e si amplierà di nuovi sentieri che condivideremo molto presto, continuate a seguirci per rimanere aggiornati.

Vi auguro una buona giornata e ci vediamo nella prossima Fotopagina.

Daria Piccotti

Sono una fotografa, storyteller e storica dell'arte di Torino, mi definisco una fotoscrittrice: fotografo, scrivo ed esploro l'unione trasformativa dei due mondi. Ho ideato la Fotoscrittura come metodo comunicativo, artistico ed espressivo e, attraverso l'unione di fotografia e parola, realizzo progetti in ambito sociale, laboratori espressivi, percorsi di fotoscrittura terapeutica. Pubblico articoli su fotoscrittura, board game photography, creatività e progetti di fotoscrittura sul mio blog "Fotopagine".

Fotopagine correlate

error: Content is protected !!