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Composizione fotografica: posizionamento del soggetto
©Daria Piccotti

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Il posizionamento del soggetto nell’immagine è una scelta importante non solo dal punto di vista estetico ma anche espressivo: come dialoga il soggetto con l’ambiente? quale messaggio trasmette?

Esploriamo questo importante aspetto della composizione fotografica.

Riempire l’inquadratura o lasciare spazio?

Una delle prime decisioni riguarda lo spazio che il soggetto occupa nella scena. Riempire l’inquadratura con il soggetto lo mette in dialogo diretto con l’osservatore, che entra nel cuore dell’immagine, senza distrazioni e concentrando l’attenzione sui dettagli. Questa scelta funziona bene ad esempio nei ritratti, in cui sguardo ed espressione diventano i protagonisti dell’immagine, nella fotografia di oggetti per evidenziarne i dettagli e le peculiarità, nella fotografia macro, insomma in tutti quegli scatti che mirano a portare l’osservatore dentro l’immagine.

Al contrario, includere nell’inquadratura lo spazio intorno al soggetto crea una narrazione più ampia, in cui il dialogo tra soggetto e ambiente diventa il vero protagonista dell’immagine.

Il soggetto mantiene la propria rilevanza e riconoscibilità ma il suo significato e messaggio dipendono dalla relazione con il contesto. Molti scatti di Street Photography sono giocati proprio sul rapporto tra soggetto, spesso umano, e ambiente, il mondo urbano. Analogamente, ad esempio, nelle fotografie che sfruttano la regola dello spazio negativo, il messaggio si basa sul dialogo tra dimensione ampia del contesto e piccola del soggetto.

Inquadratura orizzontale o verticale?

Scegliere l’orientamento dell’inquadratura è una scelta rilevante per la composizione dell’immagine.

In prima battuta è importante che il nostro sguardo colga l’orientamento naturale del soggetto, privilegiando quindi l’una o l’altra scelta tenendo presente questo fattore.

Ad esempio, se vogliamo fotografare un grattacielo ed evidenziarne l’elevazione saremo orientati ad un’inquadratura verticale, mentre per raccontare la quiete di un paesaggio probabilmente opteremo per quella orizzontale.  Per semplificare possiamo riassumere in questo modo:

Formato orizzontale: evoca stabilità, respiro, tranquillità, ampiezza di spazio. È l’orientamento naturale del nostro sguardo e funziona bene per scene che trasmettono armonia e equilibrio.

Formato verticale: più dinamico e intimo, porta l’occhio a percorrere l’immagine dal basso verso l’alto (o viceversa), creando una tensione visiva che sottolinea forza, ascesa o vicinanza emotiva.

La scelta dell’inquadratura orizzontale o verticale, però, non si limita a questo: si tratta anche e soprattutto di una scelta espressiva e creativa, che deve tenere conto sia della forma naturale del soggetto sia del valore simbolico di orizzontalità e verticalità, sia del percorso di sguardo che vogliamo far compiere all’osservatore, e anche dell’eventuale ed interessante possibilità di sovvertire radicalmente l’orientamento più “naturale”.

Potremmo ad esempio inquadrare quel grattacielo in orizzontale, isolandolo nell’ambiente cittadino, per evidenziarne l’alterità rispetto agli altri edifici.

Le possibilità sono infinite e tutte da sperimentare, l’importante è che ogni scatto sia una scelta consapevole e dettata da un intento espressivo.

Posizionamento del soggetto come scelta espressiva e narrativa

Composizione fotografica: posizionamento del soggetto

Il posizionamento del soggetto non è solo una questione tecnica: è un atto espressivo e narrativo.

Le scelte di riempire l’inquadratura o lasciare spazio, di inquadrare in orizzontale o verticale modellano il significato dell’immagine e guidano lo sguardo e la percezione dell’osservatore.

Fotografare non è solo cogliere una scena, è un atto creativo che racconta ed interpreta quella scena.

Esercizio creativo

E tu? Nelle tue foto, il soggetto è protagonista assoluto o dialoga con il suo ambiente? Sperimentando entrambe le strade puoi osservare come cambia la narrazione.

Ti propongo un esercizio: scegli un soggetto e prova a fotografarlo nei due modi.

Nel primo scatto fai in modo che il soggetto riempia l’inquadratura, nel secondo fallo dialogare con l’ambiente.

Osserva le due foto e vedrai quanto le due immagini siano differenti e veicolino significati e narrazioni diversi.

Se ti va pubblica i tuoi scatti su Instagram e tagga @daria_lafotoscrittrice, così potrò vedere le tue creazioni e ricondividerle!

Sperimentiamo insieme?

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Daria Piccotti

Sono Daria Piccotti, fotografa, Fotoscrittrice e curatrice indipendente. Ho fondato Narravolando®, il mio marchio registrato entro cui intreccio fotografia, scrittura e curatela come pratiche narrative e trasformative. Mi definisco Fotoscrittrice: fotografo e scrivo per esplorare lo spazio di confine tra immagine e parola, dove lo sguardo diventa racconto e il racconto genera visione. Ideo e curo progetti artistici e culturali, mostre e percorsi espositivi, con particolare attenzione al dialogo tra estetica, territorio e comunità. Progetto e conduco corsi personalizzati, laboratori e workshop di Fotoscrittura, accompagnando persone e gruppi in percorsi espressivi che uniscono consapevolezza dello sguardo e narrazione visiva. Nel mio blog Fotopagine pubblico articoli su Fotoscrittura, Board Game Photography, creatività e processi narrativi.

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