Finestra di sguardo, lo spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.
Un percorso che diventa racconto
Nel viaggio con i miei allievi di fotografia, la tecnica e lo sguardo si fondono grazie alla creatività e si trasformano in racconto. In quel momento un’idea, a lungo coltivata, sboccia in un progetto fotografico personale. Oggi, in questa Finestra di Sguardo, voglio aprirvi le porte sul mondo della mia allieva Raffaella Polzella, e sul suo meraviglioso progetto dedicato alla ricerca dei funghi, nato durante il nostro Corso di Fotografia Artistica e Naturalistica online.
Il suo lavoro ci mostra come un percorso formativo possa trasformarsi in un’esplorazione intima, un modo per dare forma e coerenza al proprio sentire e sviluppare uno stile personale e autentico.
La ricerca come dialogo, non come conquista
Per Raffaella, addentrarsi nel bosco alla ricerca di funghi non è una raccolta selvaggia, ma un’immersione rispettosa in un mondo quasi sacro. La sua filosofia è lontana da quella del cacciatore di tesori, è quella di una viandante che entra in punta di piedi in un tempio naturale, in attesa di ricevere un dono. Questo suo approccio è rafforzato da una conoscenza profonda, che in una regione attenta come il Friuli Venezia Giulia diventa una vera e propria certificazione. Qui, il permesso per la raccolta si ottiene solo dopo un corso e un esame dedicati a riconoscere le specie, da quelle commestibili a quelle mortali. Questa formazione non è solo una regola, ma diventa la radice del suo dialogo consapevole e rispettoso con il bosco.
Il suo è un procedere “lento e attento”, come Raffaella scrive nel concept del progetto, perché nel bosco antico e misterioso “si perde la strada del ritorno”. È una metafora splendida: per trovare la meraviglia, bisogna accettare di smarrirsi, di abbandonare le certezze.
Costruire la narrazione: Alla ricerca di funghi




Ogni fragile perfetto dono della natura racchiude nella sua delicatezza il dolore dell’effimera labilità.
Il progetto di Raffaella, sviluppato nell’ultimo modulo del nostro corso dedicato proprio alla costruzione di un progetto fotografico, si articola in una narrazione cronologica in quattro atti, un racconto visivo che ci prende per mano e ci conduce nel suo mondo.
1- Il cesto (la ricerca): Il viaggio inizia con un dettaglio del cesto di vimini. Non è un oggetto inerte, ma il simbolo dell’attesa, del desiderio, di uno spazio vuoto pronto ad accogliere un dono.
2- Il bosco (lo smarrimento): Raffaella qui ha scelto di usare tecniche creative, come l’ICM (Intentional Camera Movement), che abbiamo esplorato insieme durante il modulo di Fotografia creativa in natura. Le sue immagini del bosco non sono descrittive, ma emotive. Il mosso verticale e quello circolare ci trasmettono un senso di vertigine, di mistero, la sensazione di essere avvolti e quasi inghiottiti dalla potenza della natura.
3- Il fungo (la scoperta): L’incontro con il signore della biodiversità è raccontato attraverso un macro potentissimo. Lo sguardo si posa sulle lamelle, che Raffaella associa alla parola perfezione. È un’immagine che svela la delicatezza e la fragilità di una creatura effimera, un’architettura naturale di una bellezza disarmante.
4- Il ritorno: Il cerchio si chiude, la viandante ha ricevuto il suo dono e ritrova la strada, portando con sé non solo un fungo, ma soprattutto un’esperienza di meraviglia.
La delicata meraviglia: un Narrasguardo sulla fragilità
Ciò che rende questo progetto così profondo è la riflessione che lo accompagna. Leggendo gli appunti di Raffaella, si entra nel cuore della sua visione. Parole come Meraviglia, Prezioso, Delicato, Fragile si legano a un sentimento quasi malinconico, quello dell’Effimero, che porta con sé dispiacere e dolore.
Il Narrasguardo che accompagna le foto racchiude tutto il senso del progetto:
Ogni fragile perfetto dono della natura racchiude nella sua delicatezza il dolore dell’effimera labilità.
Il fungo diventa così metafora della bellezza stessa: preziosa, perfetta, ma destinata a svanire. Un promemoria della fragilità che accomuna tutte le cose meravigliose, inclusa la vita.
Sono davvero molto fiera di aver accompagnato Raffaella in questo percorso, durante il quale non solo ha perfezionato la sua tecnica ma ha plasmato la sua sensibilità in un progetto coerente e toccante. Nel suo lavoro vediamo come la fotografia naturalistica vada ben oltre la documentazione per diventare un potente strumento di espressione artistica ed emotiva.
Trasforma il tuo sguardo in progetto
Il progetto di Raffaella ti ha ispirato? Senti anche tu il bisogno di trovare la tua voce, di trasformare una passione o un’idea in un racconto visivo potente e personale?
Realizzo percorsi fotografici personalizzati, costruiti su misura per te, per i tuoi obiettivi e la tua sensibilità. Che tu parta da zero o voglia affinare la tua visione, possiamo creare insieme un’esperienza formativa unica per imparare a raccontare il mondo con il tuo sguardo.
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Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.







