Creatività come cura di sè
Oggi entriamo nel vivo del Laboratorio di Fotoscrittura, attraverso l’esperienza diretta di chi ha partecipato e ha scoperto l’emozione di unire parole e immagini per creare qualcosa di nuovo.
Per la Fotopagina di oggi ho intervistato Marisa, che ho conosciuto grazie alla sua partecipazione al percorso individuale di Fotoscrittura e che è subito diventata molto più di una cliente.
Attraverso le sue parole scopriremo insieme l’esperienza del laboratorio e vedremo come allenare la creatività sia un atto di cura nei confronti di se stessi.

Dentro l'esperienza del laboratorio
Ciao Marisa ti va di raccontarci chi sei e che lavoro fai?
Certo Daria, il mio nome lo conosci ed è uno dei pochi nomi che non festeggia l’onomastico.
Ho 56 anni, sono nata e vivo a Orbassano con mio marito e il nostro gatto.
Ho fatto vari lavori ma da oltre vent’anni sono impiegata in un’azienda che opera nel settore ortofrutticolo.

Qual è il tuo rapporto con la creatività?
A essere sincera da ragazza non ero una persona creativa. Da adulta invece, poichè l’adultità non l’ho raggiunta a diciotto anni ma molto dopo, qualcosa si è mosso in me portandomi a leggere molto e fantasticare sulle storie che scorrevano sotto i miei occhi.
Pensa che per ogni romanzo, se ambientato in una o più città a me sconosciute, vado a cercare la posizione geografica per capire dove si trova, se vicino al mare piuttosto che in montagna o nell’entroterra, e, se i protagonisti della storia si snodano in diverse generazioni di parentela, disegno il loro albero genealogico.

Fotoscrittura come risveglio interiore
Cosa ti ha attirato della Fotoscrittura?
Mi ha attratto innanzitutto la presentazione del laboratorio.
La foto col cappello di paglia appeso alla sedia mi è piaciuta tantissimo e la frase abbinata mi ha lasciato senza parole.
Non conoscevo questa pratica, quindi ho subito pensato che il laboratorio potesse essere un ulteriore step per destare il mio cervello, ultimamente troppo occupato dalle ore lavorative, e ridestare il mio istinto un po’ assopito.

Raccontaci la tua esperienza del laboratorio
Amo scrivere quindi ero entusiasta perché già sapevo che avrei prodotto delle buone cose, poi conoscendoti il tutto si è modellato con naturalezza.
La tua professionalità è stata limpida fin da subito.
Mi sono divertita, scoperta, analizzata, ascoltata, guardata.
Mi sono colta nel dettaglio proprio come si fa quando si deve scattare una foto.

Qual è l’esercizio creativo che ti ha stimolata di più?
Direi che tutti gli esercizi hanno stimolato una parte di me, e mai la stessa.
Non si finisce mai di imparare.
Il quarto incontro è stato sorprendente, non voglio svelare troppo, è un susseguirsi di attività: ricercare, stilare, preparare, collegare, e infine si può dare libero sfogo alla fantasia.

Cosa hai imparato con il laboratorio?
Ho imparato a osservare in maniera differente prima di scattare, a cogliere il momento, il colore, il profumo.
Ho compreso che ogni fotografia non è solo da guardare per dire “che bella”, è molto di più, è da analizzare, da leggere e poi descrivere.
E da qualsiasi fotografia tutti possono trarre delle belle parole da trasformare in frasi.
Sorrido se penso a quando ho fotografato un muro apparentemente brutto ma pieno di sorprese.

Consiglieresti il laboratorio? Perché?
Lo consiglio a chiunque, indipendentemente dall’età, perché troppo volte si sente dire: “alla mia età ormai…”.
Non esiste età per mettersi in gioco e riscoprirsi o per trovare nuovi stimoli.
Questo laboratorio apre davvero le porte davanti a noi.
E poi, come si sul dire, da cosa nasce cosa e io sono sicura che con te cara Daria, la mia esperienza non finisce qui.


Vuoi allenare la creatività?
Con il laboratorio di Fotoscrittura svilupperemo insieme il tuo sguardo fotografico e trasformeremo parole e immagini in veri e propri racconti.
Puoi scegliere un percorso individuale oppure unirti a uno dei gruppi in partenza.







