Finestra di sguardo, lo spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.
La fotografia come moltiplicatore di universi narrativi.
Marzo ci avvolge nell’abbraccio di una spirale, il nostro tema guida del mese. Un movimento continuo, un fluire che ritorna sul medesimo punto ma da una prospettiva sempre diversa, più profonda o più ampia.
Nell’atto dell’osservare la spirale ci racconta proprio ciò che accade quando sguardi differenti si posano sulla medesima fotografia, innescando cicli infiniti di interpretazione.
Per esplorare questo vortice visiva, ho proposto un gioco creativo: il Gomitolo di sguardo.
Ho mostrato una singola fotografia, quella che vedete qui, invitando ciascuno a seguire il proprio filo invisibile e a restituirmi, in privato, un titolo. Nessuna regola compositiva da rispettare, nessun parametro giusto o sbagliato da seguire. Solo l’istinto puro, lasciare che l’immagine parlasse, accogliendo le parole che emergevano spontaneamente dal silenzio dello scatto.
L'immagine come specchio: le radici della Fotoscrittura
Questa polifonia di voci e di titoli riporta alla luce il nucleo originario da cui è nata la mia ricerca accademica e, successivamente, l’intero progetto di Narravolando®.
Ogni fotografia mostra un frammento isolato di spazio e di tempo, eppure il suo significato è molteplice e variabile, in base a chi la osserva, al contesto storico e culturale, alle emozioni che vi ruotano intono.
L’immagine fotografica è per sua natura polisemica e possiede innumerevoli significati potenziali.
Nel momento in cui lo sguardo incontra la superficie dello scatto, avviene una reazione alchemica: chi osserva smette di essere un recettore passivo e assume il ruolo di co-autore. Attraverso la Fotoscrittura, diamo forma verbale a questa autorialità condivisa. La parola, in questo modo, diventa strumento per svelare l’invisibile.
Ogni persona proietta sulla fotografia il proprio paesaggio interiore, miscelando vissuti, memorie, emozioni, sogni. L’immagine diventa così un moltiplicatore di universi narrativi, uno specchio in cui, pur raccontando un ritaglio di mondo esterno, scopriamo un prezioso frammento di noi stessi.

Seguire il filo: la ramificazione delle storie
Sfogliando i titoli che mi avete donato, ho assistito alla scoperta di questi mondi interiori. Davanti alla medesima fotografia le interpretazioni si sono ramificate in direzioni varie, fuggevoli, talvolta contrastanti e altre volte condivise, tutte ugualmente autentiche.
Leggiamo insieme alcuni dei fili estratti da questo gomitolo collettivo.
- Tecnica: lampione su muro (Francesco)
- Proiezioni confuse (Carmela)
- Il ragazzo sfuggente (Antonello)
- Volo o son desto? (Alessandra)
- Ossimoro (Enrico)
- In cerca di compagnia (Cinzia)
- Luce in ombra (Filena)
- L’occhio vede, la mente crea (Filippo)
- Trepide ombre (Giuseppina)
- Ombra di luce, il lampione che accende il giorno (Giulia)
- Il passato nell’ombra di un vecchio lampione sulla strada (Dario)
- Lo sguardo ironico del tempo (Giuliana)
- Nella grotta (Alessandra)
- Esisto (Andrea)
- Prima ombra d’inverno (Ilaria)
- Pellegrino di luce (Daria)
- Danza di un lume assopito (Marco)
- L’ombra del silenzio (Raffaella)
- Mi fido di te (Marisa)
- Ombre senza tempo (Paola)
- Inclinazione accidentale (Stefania S.)
- Brooklyn Lights (Paolo Maria)
- Una speranza nel nulla del caos (Maria Teresa)
- Ancoraggio (Miryea)
- Aquilone di luce (Stefania A.)
- Giochi riflessi (Michela)
- Effimero silenzio (Maddy)
- Passo di gigante (Laura)
- Onirica apparizione (Stefano)
- Il ballo delle ombre (Gabriella)
- Vecchi amici (Jacopo)
- Proiezione: un oggetto, due identità (Laura)
- Volo di ombre (Donata)
- Delusioni infrante sugli scogli della vita (Erica)
- Ombre e imperfezione (Giulia M.)
- Linea imperfetta (Ilaria)
- Chicchi di vita macinati dal tempo rilasciano aroma di nostalgia (Sara)
Scorrendo queste parole avverto il mutare degli sguardi, la luce che plasma la materia in forme sempre nuove. Nessuno ha visto la stessa fotografia. Ognuno ha abitato l’immagine costruendo le proprie stanze e aprendo le proprie personali finestre.
Dare voce all'infinito
Questa è l’essenza della spirale narrativa: un ritorno continuo sulla fotografia che genera, a ogni passaggio di sguardo, un mondo inedito.
Ringrazio profondamente tutti coloro che hanno partecipato al Gomitolo di sguardo, donando una parte intima della propria voce a questo gioco creativo.
Aver intrecciato i vostri fili ha liberato le storie racchiuse in quell’immagine, fulcro di una danza di sguardi condivisa.
Se sentite il desiderio di approfondire questo legame potente tra l’occhio e la parola vi invito a scoprire i laboratori di Narrasguardi online. Insieme, in piccoli gruppi intimi, alleneremo la creatività per imparare a leggere la luce e trasformare ogni scatto nell’incipit di una storia indimenticabile.







