FOTOPAGINE

FINESTRA DI SGUARDO: un Fotoracconto sull’abbandono

FINESTRA DI SGUARDO: un Fotoracconto sull'abbandono
©Daria Piccotti

Contenuti della Fotopagina

Finestra di sguardo, lo spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.

La sensibilità di Enza tra immagini e parole

Oggi scopriamo un piccolo mondo foto-narrativo che abbiamo costruito Enza ed io a partire da 5 fotografie che ho scattato in tempi e luoghi diversi.

Enza è una fotografa di sensibilità straordinaria, attenta alle sfumature della natura così come dell’animo umano.

Il percorso individuale di Fotoscrittura che ha deciso di intraprendere con me ci ha fatto scoprire una forte sintonia artistica ed emozionale, che stiamo coltivando con un ulteriore percorso individuale personalizzato per trasformare in progetti le sue meravigliose fotografie.

Il Fotoracconto che condividiamo con voi è nato dall’associazione di 5 mie fotografie che Enza ha scelto durante il Laboratorio di Fotoscrittura per costruire il suo primo Fotoracconto.

Dalla sua creatività è sgorgata una narrazione dai toni cinematografici in cui la sensazione di smarrimento causata da un improvviso abbandono prende forma e colore attraverso parole che mostrano più che descrivere.

Immaginiamo la scena svolgersi davanti ai nostri occhi, guardiamo le fotografie  e riusciamo a vedere quanto avviene nel Fotoracconto.

E questo è proprio l’obiettivo del Fotoracconto.

Enza Merazzi
©Enza Merazzi

Fotoracconto: Un ago in un pagliaio

Ecco… l’ago sono io!

Eccomi qui, solo, tra centinaia di persone entusiaste, sorridenti, esultanti di gioia tra la folla, mentre il mio urlo è chiuso nel mio petto, silenzioso e soffocato.

Solo un paio di giorni fa, venerdì sera, Claudia ed io abbiamo deciso di dedicarci due giorni al mare: era da un po’ che non ci prendevamo del tempo per noi, c’erano sempre altre priorità di lavoro e vari impegni, soprattutto per lei. Ora, finalmente, il momento era arrivato.

Trascorremmo due intere giornate in totale tranquillità, lontani dal caos della città e dallo stress del lavoro. Al mattino facevamo lunghe passeggiate in spiaggia, mentre dedicavamo il pomeriggio alla visita di alcuni borghi molto noti dell’entroterra ligure.

Eravamo felici come due ragazzini, anche se, a volte, le risate di Claudia sembravano forzate e costruite più che naturali e spontanee. Domenica sera, al ritorno da uno di questi paesini, il navigatore ci indirizzò lungo un percorso diverso da quello dell’andata e ci imbattemmo in una località sul lungomare,  dove era stato installato un luna park. Noi ci eravamo conosciuti, anni fa, proprio durante una serata trascorsa con amici comuni al luna park della nostra città e, da subito, avevamo provato una certa simpatia l’uno per l’altra, che si era presto trasformata in qualcosa di molto più profondo.

Mi è sembrata quindi naturale proporle di fermarci per trascorrere lì qualche ora, prima del ritorno a casa.

Claudia, sul momento, sembrò molto entusiasta dell’idea. Mentre ci incamminavamo verso l’ingresso, cominciai a parlarle e a raccontarle di come mi era sembrato un segno del destino ritrovarci ancora una volta nel luogo del nostro primo incontro, dove tutto era cominciato e che, forse, era giunto il momento di iniziare a programmare in seriamente la nostra vita insieme.

Mi guardò, cominciò a balbettare e, nel giro di pochi minuti, a mostrare nervosismo e divenne insofferente. Le chiesi il motivo di questo suo improvviso cambiamento di umore, ma non mi disse nulla, cercando di cambiare discorso ad ogni costo. Rimasi deluso e frastornato da questa reazione e decisi che, anche se non subito, sarei tornato sull’argomento.

Ci sedemmo ad un tavolino per bere qualcosa e, così, di punto in bianco, mi disse che si era appena accorta di aver lasciato in auto il cellulare e mi chiese se potessi andare a prenderglielo. Andai al parcheggio ma nell’auto il suo cellulare non c’era.

Al mio ritorno trovai solo il tavolino vuoto e un tovagliolo di carta con una scritta: “Scusami, ma non me la sento, non sono pronta, mi sento soffocare al solo pensiero di prendere una decisione tanto importante in questo momento. Se puoi, perdonami e non cercarmi.”

Rimasi in piedi, con quel messaggio tra le mani e lo sguardo pieno di lacrime, cercando in ogni dove una traccia della sua presenza, ma niente.

Non so per quanto tempo restai così, sospeso in una bolla, tra centinaia di persone ebbre di gioia e divertimento. Non riuscivo a muovermi, o non volevo farlo perché, ora, non avevo più una  meta.

Vuoi partecipare anche tu?

Ti piacerebbe trasformare la tua creatività in opere e progetti compiuti come questo?

Con il laboratorio di Fotoscrittura apprenderai un metodo creativo nuovo grazie a cui potrai creare Narrasguardi, Fotoracconti e progetti, che potranno essere pubblicati in questo spazio di condivisione creativa.

laboratorio di Fotoscrittura

Con il laboratorio di Fotoscrittura svilupperemo insieme il tuo sguardo fotografico e trasformeremo parole e immagini in vere e proprie opere visivo-testuali.

Puoi scegliere un percorso individuale oppure unirti a uno dei gruppi in partenza.

Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.

Daria Piccotti

Sono una fotografa, storyteller, storica dell'arte e digital marketing specialist di Torino, mi definisco una fotoscrittrice: fotografo, scrivo ed esploro l'unione trasformativa dei due mondi. Ho ideato la Fotoscrittura come metodo comunicativo, artistico ed espressivo e, attraverso l'unione di fotografia e parola, realizzo progetti in ambito sociale, laboratori espressivi, percorsi di fotoscrittura terapeutica. Pubblico articoli su fotoscrittura, board game photography, creatività e progetti di fotoscrittura sul mio blog "Fotopagine".

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