Finestra di sguardo, lo spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.
Le fotografie scivolano delicatamente di mano in mano, tra il fruscio della carta e le penne che danzano per fermare parole e sensazioni.
Attorno al tavolo ciascuno osserva fotografie sconosciute, ne ascolta le vibrazioni cromatiche e i percorsi che si disegnano tra le forme, lasciando che fluiscano nel proprio mondo interiore.
La Finestra di sguardo di oggi è dedicata al workshop di Fotoscrittura partecipata Sguardi in ascolto, che ho realizzato insieme alla fotografa e amica Tiziana Cravero presso il suo studio a Sommariva del Bosco.
Questo laboratorio è nato dal desiderio comune di creare un percorso in cui la fotografia fosse uno spazio di condivisione, in cui immagini e parole entrassero in relazione attraverso lo sguardo degli altri.
Ogni partecipante ha scelto dal proprio archivio una fotografia rappresentativa del proprio mondo interiore. Immagini distanti per soggetti, atmosfere, colori e modalità di scatto si sono progressivamente avvicinate, scoprendo risonanze reciproche e aprendo nuove possibilità narrative.
Scambio di sguardi
Durante le prime fasi del laboratorio il gruppo ha lavorato in modo immersivo e progressivo, lasciando che il rapporto tra fotografia e parola si costruisse attraverso il confronto reciproco. Le immagini sono passate di mano in mano, tra sguardi che non conoscevano né il contesto in cui erano state realizzate né le intenzioni originarie di chi le aveva scattate.
Questo attraversamento ha aperto letture nuove, anche per gli stessi autori delle fotografie. Alcuni partecipanti hanno ritrovato nella propria immagine dettagli che fino a quel momento erano rimasti nell’ombra, altri hanno scoperto linee narrative diverse da quelle immaginate in partenza. Con una singola parola, scelta da uno sguardo esterno, il nucleo visivo di ogni fotografia si è aperto verso nuove possibilità di racconto.
Osservando il gruppo, vedevo lo scambio creativo crescere ed ampliarsi nell’intreccio reciproco di sguardi e parole. Ogni fotografia non apparteneva solo a chi l’aveva scattata ma era parte di questo spazio condiviso di ascolto e relazione.
Nuovi mondi dentro la stessa fotografia
Chi segue il mio percorso nella Fotoscrittura sa che ogni fotografia racchiude molteplici direzioni: l’immersione collettiva di sguardi durante il workshop ne ha svelato sentieri e percorsi inattesi.
Nelle parole fermate su carta il gruppo ha raccolto emozioni, memorie e risonanze, moltiplicando gli universi narrativi di ciascuna immagine.
Tra fotografie appoggiate sul tavolo, fogli scritti a mano e parole condivise sottovoce, il laboratorio ha assunto una dimensione materica e relazionale, in cui lo scambio reciproco ne era parte essenziale.
Sguardi in dialogo
Mano a mano che ci addentravamo nel percorso, le fotografie iniziavano a muoversi in una direzione condivisa, trovando punti di contatto e vicinanze che all’inizio del workshop sembravano impossibili.
Con ascolto reciproco e connessione di sguardo, il gruppo ha individuato continuità narrative coerenti: le sequenze realizzate insieme costruivano un unico racconto, come se quelle immagini fossero nate per un progetto unitario.
Le parole sono diventate frasi, e le frasi ponti narrativi che accompagnano lo sguardo senza chiuderne l’interpretazione.
Nei dittici e trittici emersi durante il workshop, ciò che colpisce è la naturalezza con cui ogni fotografia sostiene e amplifica le altre, entrando in relazione senza perdere la propria identità.
Costruire insieme attraverso le immagini
Nel corso della serata il gruppo ha sviluppato una sintonia crescente, alimentata dalla fiducia reciproca e dalla disponibilità ad accogliere lo sguardo degli altri.
Nella Fotoscrittura fotografia e parola si contaminano, si modificano a vicenda e aprono possibilità che, individualmente, rimarrebbero sopite. Attraverso il lavoro condiviso ogni partecipante ha visto la propria immagine trasformarsi progressivamente, attraversando interpretazioni, connessioni e narrazioni che hanno ampliato il suo significato originario.
Anche Tiziana ha scelto di partecipare attivamente al laboratorio insieme agli iscritti, entrando nel flusso del lavoro collettivo. Questo ha contribuito a creare un clima aperto e partecipativo, in cui lo scambio creativo si è mosso in modo spontaneo e fluido.
Nella fase finale del workshop, le singole sequenze costruite dai gruppi sono confluite in una grande sequenza collettiva composta da tutte le fotografie presenti. Lo sguardo del gruppo ha iniziato a muoversi come un organismo unico, ricombinando immagini e connessioni fino a costruire un racconto visivamente armonico, nato dall’intreccio di sensibilità completamente diverse.
Ascolto i miei passi in salita.
Vorrei tornare a vivere a colori
con un pastello che disegni i miei sogni.
Nel silenzio trovo il mio rifugio
e mi immagino in un mare di nuvole.
Sguardi che camminano insieme
Al termine del laboratorio le fotografie sono tornate ai loro autori trasformate dagli attraversamenti compiuti durante la serata.
Le immagini erano le stesse, ma dentro ciascuna si sono depositate nuove possibilità di lettura, connessioni e direzioni narrative. Ogni fotografia ora racchiude le tracce degli sguardi che l’hanno attraversata.
Sono grata a Tiziana e al gruppo per aver accolto e intrapreso questo viaggio di fotografia e parola, con mente aperta e creatività attiva.
Nei prossimi mesi Sguardi in ascolto tornerà con nuovi spazi di incontro tra fotografia, parola e relazione, continuando questo cammino condiviso attraverso la Fotoscrittura.
Nel frattempo proseguono gli appuntamenti mensili con i workshop di Narrasguardi online, ogni ultimo martedì del mese.








