FOTOPAGINE

La Fotoscrittura terapeutica attraverso i flussi di sguardo
©Daria Piccotti

Contenuti della Fotopagina

Le fotografie sono impronte della nostra mente, specchio delle nostre vite, immagini riflesse dei nostri cuori.

J. Weiser

Che cos’è la Fotoscrittura terapeutica?

La Fotoscrittura terapeutica attraverso i flussi di sguardo
©Daria Piccotti

La Fotoscrittura terapeutica è una combinazione tra il mio metodo della Fotoscrittura e la Fotografia terapeutica.

In sostanza utilizzo le proprietà narrative ed espressive che caratterizzano l’unione di fotografia e parola per favorire l’espressione e l’osservazione interiore, allo scopo di migliorare il benessere personale e la consapevolezza.

Riprendendo le tecniche di Fototerapia di Judy Weiser, con cui mi sono formata, ne ho tratto ispirazione per sperimentazioni di fotografia terapeutica, nelle quali ho integrato progressivamente l’associazione tra parola e immagine che caratterizza il mio lavoro.

Ne sono derivati numerosi progetti e attività diversi, con un elemento comune: chi ne ha preso parte, io stessa e i partecipanti, ha vissuto l’esperienza come un percorso di crescita e consapevolezza, ha migliorato il proprio benessere interiore, ed è quindi stato meglio.

Ecco allora che la Fotoscrittura abbraccia la mia missione di aiutare le persone a liberare la propria valvola creativa e accompagnarle nell’esplorazione della propria unicità. E quanto fa stare bene questo cammino?

Fotografia terapeutica e Fototerapia

©Daria Piccotti

Spesso i termini Fotografia terapeutica e Fototerapia vengono usati come sinonimi, in realtà si riferiscono a pratiche differenti, nonostante ne condividano i presupposti.

La Fotografia terapeutica è l’insieme di tutte quelle pratiche che utilizzano la fotografia come strumento per stare bene e per andare in profondità con l’osservazione di se stessi.

Raccoglie quindi tutti quei progetti fotografici individuali, o facilitati da un fotografo, che nascono per favorire il benessere personale di chi li sviluppa.

Pensiamo ad esempio ai molti progetti sull’anoressia, la depressione, i disturbi d’ansia, elaborati per trovare una via di benessere personale e di cura nell’esprimere emozioni, vissuti e sofferenze attraverso la fotografia.

La pioniera di queste pratiche è stata Joe Spence, che utilizzò la fotografia per elaborare il dolore e la sofferenza della malattia fisica e trasformarlo in qualcosa di nuovo.

Trattandosi di pratiche e percorsi spontanei, la Fotografia terapeutica non richiede la presenza di un terapeuta, ed è questa la differenza principale con la Fototerapia.

La Fototerapia è infatti l’insieme delle 5 tecniche ideate dalla psicologa Judy Weiser e costituisce un vero e proprio strumento terapeutico codificato, usato da psicologi e psicoterapeuti all’interno di un contesto di cura.

Queste tecniche utilizzano foto proposte dal terapeuta su cui i pazienti proiettano i propri vissuti ed emozioni, scatti personali, foto di famiglia e autoritratti dei pazienti stessi e foto che li ritraggono, come catalizzatori nella comunicazione terapeutica.

Per poter applicare la Fototerapia occorre quindi un percorso formativo specifico, riservato a chi opera nella cura.

La mia formazione

Come ho raccontato più volte, il mio interesse per la Fotografia terapeutica e la Fototerapia è nato dal mio personale rapporto con la fotografia, che ho iniziato ad usare inconsapevolmente come via espressiva e di elaborazione emotiva.

Fotografare mi faceva stare meglio, quando niente altro era in grado di farlo. Questo dono meritava di essere esplorato in profondità.

Così ho iniziato a informarmi e studiare gli articoli che trovavo sul web, scoprendo che in Italia esisteva NetFo, un’associazione che si occupava proprio di formazione in Fototerapia e Fotografia terapeutica.

©Daria Piccotti

Nell’estate del 2015 sono partita da sola per una settimana di corso intensivo tra le colline umbre, senza conoscere nessuno e con il solo desiderio di scoprire di più di questo mondo.

Qui ho conosciuto persone meravigliose e mi sono formata con professionisti straordinari, con i quali ho stretto un rapporto che va oltre la docenza.

Ho potuto sperimentare sulla mia pelle tutte le tecniche di Fototerapia, l’autoritratto secondo la Self-Portrait Experience di Cristina Nuñez, varie pratiche di Fotografia terapeutica, e ho acquisito nuovi strumenti per usare la fotografia con consapevolezza.

In seguito a questa esperienza ho avviato un progetto sperimentale di fotografia terapeutica all’interno di gruppi di Auto Mutuo Aiuto, per i quali sono diventata facilitatrice riconosciuta, e ho tenuto gruppi di lettura e Fotografia terapeutica presso le Biblioteche Civiche torinesi.

Parallelamente ho approfondito i miei studi seguendo un corso di Fototerapia Psicocorporea con Riccardo Musacchi, studiando le tecniche di Photolangage e di Photovoice.

Approfondiremo tutte queste tecniche nelle prossime Fotopagine.

In questi anni ho portato avanti progetti personali di Fotografia terapeutica, arrivando progressivamente alla Fotoscrittura terapeutica.

Attualmente sto portando avanti un grande progetto personale di Fotoscrittura terapeutica incentrato sull’elaborazione del lutto per mia nonna e, al contempo, sto utilizzando questa tecnica con i Flussi di sguardo, percorsi individuali rivolti a chiunque desideri esplorare i propri mondi interiori attraverso fotografia e parola.

Fotografia e parola come pratica di benessere con i flussi di sguardo

I flussi di sguardo nascono proprio come pratica di benessere, con cui aiuto le persone a prendersi cura di sé attraverso un percorso immersivo nei propri mondi interiori, utilizzando l’alchimia tra fotografia e parola.

Si tratta di un’esperienza creativa condivisa tra me e il cliente, in cui traduco l’ascolto empatico in immagini, che vengono rielaborate insieme in parole ed emozioni, a loro volta riformulate in altre fotografie.

Uno scambio continuo in cui accompagno il flusso emotivo della persona delicatamente e senza forzature, verso una nuova narrazione di sé, entro cui costruire una maggiore consapevolezza interiore.

Tra i flussi di sguardo che sto seguendo, approfondiremo nella prossima Fotopagina quello di Erica, divenuto un grande progetto di Fotografia e Fotoscrittura terapeutica.

©Daria Piccotti

Per maggiori informazioni o per prenotare il vostro flusso di sguardo scrivetemi a info@narravolando.com.

Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.

Flussi di sguardo

Per esplorare se stessi con la fotografia e la scrittura

Daria Piccotti

Sono una fotografa, storyteller e storica dell'arte di Torino, mi definisco una fotoscrittrice: fotografo, scrivo ed esploro l'unione trasformativa dei due mondi. Ho ideato la Fotoscrittura come metodo comunicativo, artistico ed espressivo e, attraverso l'unione di fotografia e parola, realizzo progetti in ambito sociale, laboratori espressivi, percorsi di fotoscrittura terapeutica. Pubblico articoli su fotoscrittura, board game photography, creatività e progetti di fotoscrittura sul mio blog "Fotopagine".

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