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La pop art urbana tra le strade di San Francisco

© Daria Piccotti

Stavamo cercando un posto dove prendere qualcosa da mangiare dopo una lunga camminata lungo la baia, quando il mio sguardo fu catturato da una insolita natura morta ad un angolo di strada.

Appena vidi la lattina di zuppa Campbell mi venne in mente l’opera pop di Andy Warhol che nel 1962 serigrafò 32 tele con l’immagine di questo pasto confezionato.

Un paio di settimane dopo avremmo visto quest’opera maestosa e ambiziosa al MoMa di New York, ma in quel momento mi colpì particolarmente incontrare per strada, nel mio presente, la concretezza fisica di quell’immagine divenuta iconica di un’epoca e di uno stile di vita.

È stato come trovarmi all’interno di una di quelle opere che hanno reso tanto celebre la Pop Art, anzi nella sua fase preparatoria. Quando viene scelto il soggetto, i colori, l’immagine che verrà replicata infinite volte fino a trasformarsi in un pattern in cui il singolo elemento conserva una sottile differenza dagli altri, mantenendone così l’unicità.

Non ho quindi potuto fare a meno di interpretare a modo mio la zuppa Campbell, concentrandomi sulla tridimensionalità corporea e sensoriale di quel pasto imbandito e abbandonato senza cura.

Una volta esplorate le inquadrature che volevo realizzare, abbiamo raccolto e buttato tutto nel vicino cassonetto, un gesto semplice ma prezioso per l’ambiente.

Ci sono altri oggetti che vi fanno subito pensare alla Pop Art?

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