FOTOPAGINE

©Daria Piccotti

Contenuti della Fotopagina

Finestra di sguardo, lo spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.

La Fotoscrittura per dare forma alla fantasia

Iniziamo il 2025 con la fiaba nata dalla fantasia inesauribile di Giulia, che prende forma durante il nostro laboratorio continuativo di Fotoscrittura.

La Fotoscrittura, ormai lo sapete, nasce come strumento creativo per dare voce e forma all’interiorità, alle idee e alla fantasia.

Il laboratorio di Fotoscrittura con Giulia è una fucina creativa in costante attività: ogni giovedì pomeriggio partiamo da una foto e ci immergiamo nel mondo narrativo che poco a poco, settimana dopo settimana, stiamo costruendo e arricchendo di sempre più dettagli, personaggi, sfumature, viaggi ed avventure.

Durante una di queste avventure, capita che la nostra protagonista si imbatta in un libro illustrato ed ecco che la foto di una rosa si trasforma nella fiaba che quel personaggio sceglie di leggere.

Una metanarrazione in cui immagine e parole si fondono e si ampliano in molteplici direzioni: la ricca fantasia di Giulia si plasma e si amplia attraverso la Fotoscrittura.

Il roseto stregato di Giulia

Il roseto stregato Daria Piccotti
©Daria Piccotti

C’era una volta un regno lontano in cui governava un sovrano che non riusciva ad avere eredi, così si rivolse al mago che si trovava al suo servizio.

Il mago rispose: “Ti darò una figlia, ma solo se un giorno ella diverrà mia sposa”.

Il re, messo alle strette e disperato per il futuro del suo regno, accettò. Si consolava pensando che in questo modo, almeno, la sua dinastia non sarebbe morta con lui.

Dopo un po’ di tempo ebbe la bambina promessa, che fu chiamata Rose perché aveva la bellezza di una rosa ed un carattere scontroso e ribelle, proprio come le spine del fiore.

Il tempo scorreva e il giorno delle nozze si avvicinava. Un giorno Rose prese coraggio e disse al padre che non voleva sposare il mago Setch, perché era un uomo orribile che mirava solamente al trono, non aveva a cuore né lei né i suoi sentimenti.

Il sovrano cedette, incapace di scontentare l’amata figlia, così andò dal mago e gli disse che non avrebbe potuto dargli in sposa Rose: ella aveva il diritto di scegliere il proprio sposo.

“Quindi non sei di parola!” urlò con rabbia Setch, trasformando all’istante tutta la corte in un enorme roseto. Il popolo in breve tempo se ne andò per timore del maleficio, così il regno divenne deserto.

La mattina dopo l’incantesimo la principessa si svegliò nell’aiuola, intirizzita dal freddo e dalla rigidità del suo nuovo stelo. Terrorizzata per la sua nuova condizione, che le impediva qualsiasi movimento, iniziò a guardarsi intorno in cerca di aiuto. Vide allora il mago che camminava per il roseto annaffiando tutti i suoi abitanti, finché arrivò da lei e fece scorrere l’acqua sui suoi petali e sulle sue foglie. Per qualche istante trovò quasi piacevole quella freschezza, ma all’avvicinarsi di quel volto tanto odiato si ritrasse dicendo: “Piuttosto che essere una tua proprietà preferisco la morte!”

Il mago sogghignando rispose: “Vedrai che un giorno sarai mia”.

Le altre rose presero ad implorare la principessa di acconsentire alle nozze, solo in questo modo sarebbero tutti tornati alla forma umana e il regno si sarebbe salvato.

Rose si sentiva in colpa per tutti quegli uomini e donne che pagavano per la sua scelta, ma stringendosi nelle sue spine si fece forza e continuò a resistere al mago.

Gli anni passavano ma la risolutezza di Rose era immutabile come roccia, nonostante si ritrovasse ad essere il fiore più solo e trascurato di tutto il roseto. Le altre rose la schernivano continuamente: “Sei proprio una stupida, per un’inutile presa di posizione condanni te stessa e tutti noi ad essere dei vegetali, quando tu potresti essere una regina e noi felici nei nostri palazzi”.

Rose era molto triste e sola nelle lunghe giornate che scorrevano tutte uguali nel roseto, il suo stelo era sempre più incurvato e i suoi petali afflosciati, così pensò che fosse giunto il momento di agire e trovare una soluzione. Questa decisione la rinvigorì al punto che prese nuovamente ad ergersi dritta e rivolgere la sua corolla verso il cielo, il cui azzurro intenso la animava di nuova speranza.

Non trascorse molto tempo che un ronzio lontano si fece sempre più vicino e un’ape si posò su di lei, rivelandole di essere sua madre: “Figlia mia, tuo padre mi nascose l’ignobile accordo che strinse con Setch fino al giorno in cui ti diedi alla luce. Io mi opposi con tutte le mie forze, non potevo accettare che la mia bambina, una volta cresciuta, dovesse sposare quel mago ripugnante. Siamo molto simili, piccola mia, proprio come te non mi sono mai piegata ai ricatti, così Setch fece un incantesimo e mi trasformò in ape, un ape che può pungere solo una volta e poi morire. È esattamente ciò che ho intenzione di fare, ora che ti ho finalmente ritrovata”.

“Proprio adesso che ti ho trovata non voglio perderti di nuovo”, rispose Rose in lacrime.

“In tutto questo tempo l’unica cosa che mi ha tenuta in vita è stata la speranza di salvarti, ora ne ho la possibilità e nulla potrà farmi cambiare idea” disse l’ape con risolutezza.

Colma di gratitudine, Rose chiese: “ Madre mia, cosa ne sarà di me una volta spezzato il maleficio?”

“Tornerai ad essere quell’incantevole e ribelle fanciulla che sei sempre stata” rispose la madre con un sorriso, e continuò con sguardo cupo: “Non ti nego che sarà dura perché ti troverai orfana: il mago uccise tuo padre nel momento stesso in cui infranse il giuramento ed io volerò in cielo, continuando per sempre a vegliare su di te”.

“Ma come mi hai trovata, madre?” chiese Rose, cercando di prolungare più possibile il tempo insieme.

“Ho visto i tuoi petali dai colori delicati che spiccavano in mezzo a tutti gli altri fiori e ho riconosciuto il tuo carattere forte dalle spine possenti del tuo stelo”, rispose l’ape tutta orgogliosa.

“È giunto il momento che io faccia il mio dovere. La mia puntura sarà letale per Setch: quando scagliò l’incantesimo mi rivelò che sarei morta alla prima puntura del mio pungiglione, ma nella rabbia del momento non prese in considerazione il prezzo di quella magia. Il mio veleno sarà letale non solo per me ma anche per chi verrà punto”.

L’ape si congedò dalla figlia e poi, a gran velocità, volò fino al collo del mago e lo punse.

“Maledetta”, rantolò lui accasciandosi a terra. Nel momento stesso in cui Setch morì, Rose e tutti gli altri fiori del roseto ripresero la forma umana.

Finalmente la corte le fu grata, per la forza d’animo e la resistenza con cui si oppose a Setch.

Liberato dal crudele mago, il regno tornò a prosperare: il popolo fece ritorno, esultando e lodando la nuova regina Rose.

Dalla struttura della fiaba alla narrazione visivo-testuale

L’ispirazione ha trasformato la foto di una rosa in spunto per la narrazione fiabesca, a questo punto abbiamo mescolato la fantasia alla tecnica.

Abbiamo infatti costruito la nostra storia strutturandone personaggi, trama e concatenazione di eventi con il supporto dei 6 elementi classici che formano la struttura della fiaba:

1- Situazione iniziale

2- Rottura equilibrio

3- Chiamata all’avventura

4- Incontri e prove

5- Confronto finale

6- Risoluzione e finale

Abbiamo scelto il registro linguistico tipico delle fiabe, lasciandoci trasportare dai ricordi delle fiabe della nostra infanzia e guidandoli con la tecnica narrativa, e la magia si è compiuta.

La Fotoscrittura prende l’ispirazione, l’interiorità e l’emozione e li mescola con la tecnica, plasmando creazioni visivo-testuali in cui la creatività istintiva sia resa godibile dalla coerenza interna

Vuoi partecipare anche tu?

Ti piacerebbe trasformare la tua creatività in opere e progetti compiuti come questo?

Con il laboratorio di Fotoscrittura apprenderai un metodo creativo nuovo grazie a cui potrai creare Narrasguardi, Fotoracconti e progetti, che potranno essere pubblicati in questo spazio di condivisione creativa.

laboratorio di Fotoscrittura

Con il laboratorio di Fotoscrittura svilupperemo insieme il tuo sguardo fotografico e trasformeremo parole e immagini in vere e proprie opere visivo-testuali.

Puoi scegliere un percorso individuale oppure unirti a uno dei gruppi in partenza.

Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.

Daria Piccotti

Sono Daria Piccotti, fotografa, Fotoscrittrice e curatrice indipendente. Ho fondato Narravolando®, il mio marchio registrato entro cui intreccio fotografia, scrittura e curatela come pratiche narrative e trasformative. Mi definisco Fotoscrittrice: fotografo e scrivo per esplorare lo spazio di confine tra immagine e parola, dove lo sguardo diventa racconto e il racconto genera visione. Ideo e curo progetti artistici e culturali, mostre e percorsi espositivi, con particolare attenzione al dialogo tra estetica, territorio e comunità. Progetto e conduco corsi personalizzati, laboratori e workshop di Fotoscrittura, accompagnando persone e gruppi in percorsi espressivi che uniscono consapevolezza dello sguardo e narrazione visiva. Nel mio blog Fotopagine pubblico articoli su Fotoscrittura, Board Game Photography, creatività e processi narrativi.

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