FOTOPAGINE

Finestra di sguardo: il Fotoracconto di Emanuela
©Daria Piccotti

Contenuti della Fotopagina

Finestra di sguardo, lo spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.

Cucinando parole e fotografie con Emanuela

La Finestra di sguardo di oggi è dedicata al Fotoracconto che Emanuela ed io abbiamo realizzato a partire da una sequenza di 10 fotografie che ho scattato in luoghi, momenti e situazioni diverse.

Ho conosciuto Emanuela parecchi anni fa, proprio in occasione dei laboratori creativi di cui mi occupavo con Giusi Venuti, di cui vi ho parlato per il progetto di bioetica.

Siamo rimaste in contatto, seguendo le reciproche attività artistiche, e abbiamo intrapreso un nuovo percorso insieme, di Fotoscrittura.

 

Creatura di luce, foto di Daria Piccotti
©Daria Piccotti

Emanuela ha una creatività frizzante che trasforma con le sue Parole cucinate:

Scrivo e leggo storie e poesia così come si fa il pane: lunga ricerca e accurato impasto degli elementi base, lenta e completa lievitazione, attenta cottura. Uno slow food di parole, insomma”.

Abbiamo quindi messo le mani in pasta e cucinato un Fotoracconto in cui gli ingredienti principali sono fotografia e scrittura, mescolati con una buona dose di surrealismo e un pizzico di musica.

Buona lettura!

Fotoracconto: Fin dove si può spegnere la sete

Il mio amico Jack è un artista di strada che gira per la California narrando storie musicate.

Un pomeriggio, mentre ci rinfrescavamo all’ombra di un portico, iniziammo a discutere fino a che punto si possa soddisfare la sete di conoscenza.

I pareri erano discordi, al punto che Jack, per convincerci che questa spinta appartiene a tutti, iniziò a narrare di uno strano episodio che gli era capitato qualche tempo prima e su cui si era parecchio interrogato.

Una mattina mi trovavo in una di quelle città fantasma che ancora vivono nel deserto, a provare con la mia compagnia uno spettacolo che avremmo messo in scena quella sera stessa.

All’improvviso sentimmo uno scalpitare di zoccoli e mi si parò davanti uno splendido mustang bianco, probabilmente scappato da un ranch lì vicino.

Questi, di fronte a me si imbizzarrì spaventato e iniziò a girare su ste stesso per trovare una via d’uscita nel dedalo di strade e di mura arroccate.

Janette, la mia partner, che stava danzando al suono del mio violoncello, restò allibita, con il braccio e la gamba sollevati a mezz’aria, e d’istinto gli disse: “E tu da dove diavolo arrivi?”

Il cavallo si bloccò di colpo e, con nostra enorme sorpresa, rispose: “Mi sono perso tra queste mura, seguendo la musica”.

Superato lo stupore iniziale, Janette gli chiese da dove arrivasse, e lui rispose: “Vivo in uno splendido ranch in cui non mi manca nulla, ma stamattina, all’improvviso, ho sentito un insieme di suoni mai uditi prima.

“Il mio violoncello!” esclamai d’istinto.

“Io non ho mai visto nè udito uno strumento dalle note così vibranti; nel mio ranch spesso sento suonare e cantare con fisarmoniche e chitarre”.

Janette a quel punto prese il suo flauto e, prima di iniziare a suonarlo, disse: “Allora devi sentire anche questo!”

Schioccò le dita e da dietro una tenda uscì un ragazzo con in mano un violino e, dopo un cenno di accordo, iniziammo a suonare il trio per flauto, violino e violoncello di Hofmeister.

Il cavallo esclamò: ”Ma è proprio la musica che ho sentito stamattina! E’ per questa melodia che ho scavalcato il mio recinto e ho galoppato fin qui attraverso le dune e le rocce del deserto. Fino a stamani tutto il mio mondo era il mio comodo ranch. Ora ho attraversato terre rosse striate di ocra, ho scavalcato massi scintillanti sotto i raggi del sole e sono arrivato in un luogo più deserto del deserto, abitato tra 3 umani e 3 strumenti.

Mi sono molto spaventato di fronte a queste alte mura, nel cigolio di persiane governate dal vento, dove un pericolo poteva acquattarsi nell’ombra”.

Tom, il nostro violinista, intervenne: “ Sei un ben strano cavallo: parli, ami la musica, la curiosità e la sete di conoscenza ti spingono oltre il limite che ti è stato dato”.

Per tutta risposta il cavallo si limitò a nitrire e, con fare soddisfatto, si mise comodo all’ombra di una tettoia ad ascoltare la nostra musica.

Quando Jack concluse il racconto, la domanda unanime fu: “E poi cosa fece il cavallo dopo aver assaggiato l’ampiezza del mondo?”

“Non lo sappiamo” rispose Jack, “concluso il pezzo riprese il suo galoppo, forse verso nuove musiche, forse verso quelle conosciute”.

Vuoi partecipare anche tu?

Ti piacerebbe trasformare la tua creatività in opere e progetti compiuti come questo?

Con il laboratorio di Fotoscrittura apprenderai un metodo creativo nuovo grazie a cui potrai creare Narrasguardi, Fotoracconti e progetti, che potranno essere pubblicati in questo spazio di condivisione creativa.

laboratorio di Fotoscrittura

Con il laboratorio di Fotoscrittura svilupperemo insieme il tuo sguardo fotografico e trasformeremo parole e immagini in vere e proprie opere visivo-testuali.

Puoi scegliere un percorso individuale oppure unirti a uno dei gruppi in partenza.

Vi auguro una buona giornata e ci vediamo alla prossima Fotopagina.

Daria Piccotti

Sono una fotografa, storyteller, storica dell'arte e digital marketing specialist di Torino, mi definisco una fotoscrittrice: fotografo, scrivo ed esploro l'unione trasformativa dei due mondi. Ho ideato la Fotoscrittura come metodo comunicativo, artistico ed espressivo e, attraverso l'unione di fotografia e parola, realizzo progetti in ambito sociale, laboratori espressivi, percorsi di fotoscrittura terapeutica. Pubblico articoli su fotoscrittura, board game photography, creatività e progetti di fotoscrittura sul mio blog "Fotopagine".

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