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FINESTRA DI SGUARDO: il Narrasguardo come istantanea interiore

Finestra di sguardo: il Narrasguardo come istantanea interiore
©Daria Piccotti

Contenuti della Fotopagina

Finestra di sguardo, lo spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.

Una fotografia, molti mondi interiori

La Finestra di sguardo di agosto nasce da un esercizio proposto durante i workshop di Narrasguardi.

Ho proposto ai miei allievi una fotografia e ho chiesto loro di osservarla in profondità, lasciando emergere parole, sensazioni, dettagli e risonanze personali.

Da quell’immagine sono emerse letture molto diverse, ognuna legata a un particolare, un oggetto, un colore o una percezione.

La fotografia di partenza è una, ma attraverso gli sguardi che l’hanno abitata si è moltiplicata.

Ognuno ne ha colto qualcosa di diverso e, a partire dal proprio insieme di parole, ha intessuto un Narrasguardo unico.

Un’istantanea interiore

Quando guardiamo una fotografia proiettiamo in essa qualcosa di noi stessi. L’osservazione non è mai neutra, il nostro sguardo è un filtro denso di vissuti ed emozioni.

Per questo ogni Narrasguardo racconta un frammento del mondo interiore di chi lo scrive, nel momento in cui lo realizza.

Diventa una piccola istantanea del suo stato d’animo, del suo vissuto, del modo in cui entra in relazione con l’immagine.

Lo stesso sguardo potrebbe cambiare in un altro giorno, o persino in un’altra ora della stessa giornata.

Siamo in continuo movimento, fuori e dentro di noi, e questa costante evoluzione nutre e modifica il nostro sguardo sulle cose, sul mondo e sulle immagini che ne fanno parte.

I Narrasguardi

Vi riporto i Narrasguardi che i miei allievi hanno scelto di condividere con generosità.

Troverete anche quelli creati da me e da Francesco, che sta entrando sempre più nel mondo Narravolando®.

Finestra di sguardo: il Narrasguardo come istantanea interiore
Foto di Daria Piccotti

Sedie bianche ci voltano le spalle.

La vista si offusca davanti alla porta chiusa.

Chi ha spostato il tappeto?

Cosa ha nascosto?

Le chiavi della Vita, forse?

Teresa

Rappezzi di ricordi

sorreggono la porta d’entrata

nella solitudine.

Simone

Se la tua mente è aperta,

il mondo fa meno paura.

Giulia

L’abbandono di sedie rovesciate

davanti a una porta chiusa

riempie lo spazio

di sospesa solitudine.

Maddalena

Le vacanze sono finite.

Carmela

Tra le ortensie ho lasciato l’idea di un ritorno.

Stefania S.

Ombre che sfumano via
Ferite cristallizzate che emergono per essere finalmente guarite
Il passato è finito, non torna più
Lascialo e vai….
Fiera e Nuova

Alessandra M.

Sulla soglia del tempo.

Donata

Lasciare.

Ho lasciato nel buio

la malinconia del passato.

Con rosea speranza ne ho chiuso le porte.

Emanuela

La chiamavano modernità,

è solo il mondo che cambia.

Della noia estiva,

dei pomeriggi ardenti,

del tempo seduti a fissare il mare

non resta che un vuoto da riempire

annegando in uno schermo.

Jacopo

Anche l’anima della casa va in vacanza.

Il silenzio sovrasta i mille rumori

che la popolano quotidianamente.

È tempo di riposo.

Sara

Nella calma apparente di un doppio sguardo,

un’incrinatura insidia la superficie.

La certezza sfugge ai margini,

appena un passo più in là.

Mi sento al sicuro,

ma una sottile vibrazione

già scuote le fondamenta.

Daria

È strano trovare all’improvviso un posto come questo, un vecchio edificio nascosto da alti rovi che lo rendono praticamente inaccessibile. Da dov’è saltato fuori? Sono passato tante volte da qui in passato… possibile che non me ne sia mai accorto? Eppure i rovi sono alti e quel poco che si vede del palazzo non è un rudere, ma poco ci manca. Spiando attraverso la fitta siepe intravedo una porta. Il suo color grigio topo non aiuta a migliorare l’estetica, ciò nonostante sono attratto da questo posto.

Cercare di entrare sarebbe davvero da stupidi, la porta è chiusa e i rovi sono decisamente troppo fitti, ma la curiosità e lo strano senso di familiarità verso questo luogo sono sempre più forti, così tanto che decido farmi strada con la forza verso quella porta. E più mi avvicino e più sento crescere queste emozioni, senza nemmeno curarmi dei tagli fatti dai rovi.

Finalmente sono davanti a quella porta, la apro a fatica e poi… buio.

Francesco

Attraversare le immagini con le parole

Avete visto quanti mondi si sono aperti?

Ognuno ha incontrato la stessa fotografia, ma l’ha vissuta in modo unico.

Chi ha seguito una tensione sottile, chi ha aperto una domanda, chi ha raccolto una sensazione in una frase essenziale, chi ha avviato un vero e proprio racconto.

Ringrazio i miei allievi per aver condiviso i loro Narrasguardi e per aver arricchito questa fotografia con frammenti così diversi e personali del proprio sguardo.

I workshop mensili di Narrasguardi si svolgono l’ultimo martedì di ogni mese, dalle 20.30 alle 22.30.

Il calendario completo del 2026 e le opzioni di abbonamento sono disponibili qui.

Abbonamenti Creativi: Percorsi di Narrasguardi

Daria Piccotti

Sono Daria Piccotti, fotografa, Fotoscrittrice e curatrice indipendente. Ho fondato Narravolando®, il mio marchio registrato entro cui intreccio fotografia, scrittura e curatela come pratiche narrative e trasformative. Mi definisco Fotoscrittrice: fotografo e scrivo per esplorare lo spazio di confine tra immagine e parola, dove lo sguardo diventa racconto e il racconto genera visione. Ideo e curo progetti artistici e culturali, mostre e percorsi espositivi, con particolare attenzione al dialogo tra estetica, territorio e comunità. Progetto e conduco corsi personalizzati, laboratori e workshop di Fotoscrittura, accompagnando persone e gruppi in percorsi espressivi che uniscono consapevolezza dello sguardo e narrazione visiva. Nel mio blog Fotopagine pubblico articoli su Fotoscrittura, Board Game Photography, creatività e processi narrativi.

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