Finestra di sguardo, lo spazio che accoglie le Fotoscritture create dagli allievi dei miei laboratori.
Una fotografia, molti mondi interiori
La Finestra di sguardo di agosto nasce da un esercizio proposto durante i workshop di Narrasguardi.
Ho proposto ai miei allievi una fotografia e ho chiesto loro di osservarla in profondità, lasciando emergere parole, sensazioni, dettagli e risonanze personali.
Da quell’immagine sono emerse letture molto diverse, ognuna legata a un particolare, un oggetto, un colore o una percezione.
La fotografia di partenza è una, ma attraverso gli sguardi che l’hanno abitata si è moltiplicata.
Ognuno ne ha colto qualcosa di diverso e, a partire dal proprio insieme di parole, ha intessuto un Narrasguardo unico.
Un’istantanea interiore
Quando guardiamo una fotografia proiettiamo in essa qualcosa di noi stessi. L’osservazione non è mai neutra, il nostro sguardo è un filtro denso di vissuti ed emozioni.
Per questo ogni Narrasguardo racconta un frammento del mondo interiore di chi lo scrive, nel momento in cui lo realizza.
Diventa una piccola istantanea del suo stato d’animo, del suo vissuto, del modo in cui entra in relazione con l’immagine.
Lo stesso sguardo potrebbe cambiare in un altro giorno, o persino in un’altra ora della stessa giornata.
Siamo in continuo movimento, fuori e dentro di noi, e questa costante evoluzione nutre e modifica il nostro sguardo sulle cose, sul mondo e sulle immagini che ne fanno parte.
I Narrasguardi
Vi riporto i Narrasguardi che i miei allievi hanno scelto di condividere con generosità.
Troverete anche quelli creati da me e da Francesco, che sta entrando sempre più nel mondo Narravolando®.

Sedie bianche ci voltano le spalle.
La vista si offusca davanti alla porta chiusa.
Chi ha spostato il tappeto?
Cosa ha nascosto?
Le chiavi della Vita, forse?
Teresa
Rappezzi di ricordi
sorreggono la porta d’entrata
nella solitudine.
Simone
Se la tua mente è aperta,
il mondo fa meno paura.
Giulia
L’abbandono di sedie rovesciate
davanti a una porta chiusa
riempie lo spazio
di sospesa solitudine.
Maddalena
Le vacanze sono finite.
Carmela
Tra le ortensie ho lasciato l’idea di un ritorno.
Stefania S.
Ombre che sfumano via
Ferite cristallizzate che emergono per essere finalmente guarite
Il passato è finito, non torna più
Lascialo e vai….
Fiera e Nuova
Alessandra M.
Sulla soglia del tempo.
Donata
Lasciare.
Ho lasciato nel buio
la malinconia del passato.
Con rosea speranza ne ho chiuso le porte.
Emanuela
La chiamavano modernità,
è solo il mondo che cambia.
Della noia estiva,
dei pomeriggi ardenti,
del tempo seduti a fissare il mare
non resta che un vuoto da riempire
annegando in uno schermo.
Jacopo
Anche l’anima della casa va in vacanza.
Il silenzio sovrasta i mille rumori
che la popolano quotidianamente.
È tempo di riposo.
Sara
Nella calma apparente di un doppio sguardo,
un’incrinatura insidia la superficie.
La certezza sfugge ai margini,
appena un passo più in là.
Mi sento al sicuro,
ma una sottile vibrazione
già scuote le fondamenta.
Daria
È strano trovare all’improvviso un posto come questo, un vecchio edificio nascosto da alti rovi che lo rendono praticamente inaccessibile. Da dov’è saltato fuori? Sono passato tante volte da qui in passato… possibile che non me ne sia mai accorto? Eppure i rovi sono alti e quel poco che si vede del palazzo non è un rudere, ma poco ci manca. Spiando attraverso la fitta siepe intravedo una porta. Il suo color grigio topo non aiuta a migliorare l’estetica, ciò nonostante sono attratto da questo posto.
Cercare di entrare sarebbe davvero da stupidi, la porta è chiusa e i rovi sono decisamente troppo fitti, ma la curiosità e lo strano senso di familiarità verso questo luogo sono sempre più forti, così tanto che decido farmi strada con la forza verso quella porta. E più mi avvicino e più sento crescere queste emozioni, senza nemmeno curarmi dei tagli fatti dai rovi.
Finalmente sono davanti a quella porta, la apro a fatica e poi… buio.
Francesco
Attraversare le immagini con le parole
Avete visto quanti mondi si sono aperti?
Ognuno ha incontrato la stessa fotografia, ma l’ha vissuta in modo unico.
Chi ha seguito una tensione sottile, chi ha aperto una domanda, chi ha raccolto una sensazione in una frase essenziale, chi ha avviato un vero e proprio racconto.
Ringrazio i miei allievi per aver condiviso i loro Narrasguardi e per aver arricchito questa fotografia con frammenti così diversi e personali del proprio sguardo.
I workshop mensili di Narrasguardi si svolgono l’ultimo martedì di ogni mese, dalle 20.30 alle 22.30.
Il calendario completo del 2026 e le opzioni di abbonamento sono disponibili qui.







