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Il bardo di Bethesda a Central Park

© Daria Piccotti

Passeggiando tra i prati e i sentieri di Central Park ci siamo imbattuti in una delle zone più iconiche di New York, il Bethesda Terrace.

Questa piazza su due livelli, ideata a fine ‘800 dagli architetti Calvert Vaux e Jabob Wrey Mould, è il cuore pulsante del parco, il luogo in cui convergono strade e viali e da cui si può ammirare la vista del lago.

Dalla terrazza superiore si scende alla fontana attraverso due scale che costeggiano il sottopassaggio, ornato da un soffitto decorato e da pareti con piastrelle dipinte.

In questo raccolto luogo di attraversamento abbiamo incontrato un artista di strada che diffondeva nell’aria la musica della sua chitarra.

Raccolto nella sua melodia sembrava narrare tra le note i racconti di cui era testimone dalla sua posizione centrale.

Questo artista solitario ci ha ricordato i bardi celtici, ripresi dal mondo fantasy per il fascino irresistibile che suscita la loro capacità di trasformare ogni racconto in canzone.

Siamo rimasti ad ascoltarlo osservando gli scorci di vita che ci passavano accanto, appoggiati alla fontana con l’Angelo dell’Acqua.  È proprio questa scultura in bronzo, ideata dall’artista Emma Stebbins per rievocare la benedizione delle acque di Bethesda a Gerusalemme, a dare il nome all’intera piazza.

In quell’atmosfera magica il bardo di Bethesda prosegue le sue melodie e, forse, racconterà anche del nostro passaggio.

C’è qualche artista di strada che abbia colpito la vostra immaginazione e vi sia rimasto impresso?

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