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Il dialogo con la natura sulla High Line

© Daria Piccotti

Stiamo passeggiando per Manhattan, i clacson e le sirene suonano a tutte le ore e fiumi di persone si riversano per le strade.

Passiamo davanti all’Hotel Chelsea, alziamo lo sguardo e ci troviamo davanti un camminamento, ricco di piante e solcato da passi leggeri.

Siamo arrivati alla High Line, il parco realizzato sulla West Side Line, ferrovia sopraelevata degli anni ‘30 in disuso dal 1980 e riqualificata come parco urbano a partire dagli anni ’90.

Il percorso si snoda tra gli edifici, offrendo una vista unica sulla città e regalando un’atmosfera intima e silenziosa di cui le piante e i fiori sono custodi.

Qui il ritmo rallenta e si adegua alla natura, si passeggia lentamente e si riscopre il piacere di salutare chi procede in direzione opposta alla tua.

Tra le decine di vite incrociate in questo cammino, ha catturato la mia attenzione questa signora che portava un enorme zaino colorato e che ricercava l’inquadratura perfetta di una foglia con la sua reflex al collo.

Era totalmente concentrata sulla pianta, ignara delle persone che le passavano accanto, focalizzata nel dialogo silenzioso con il suo soggetto.

Ho riconosciuto me stessa in quella immersione fotografica e mi è parso di incontrare una mia versione futura, tutta intenta a carpire le storie che il mondo aspetta solo di raccontare.

Vi è mai capitato di riconoscervi in qualche sconosciuto? Per me è stato emozionante e strano.

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