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Il silenzio tra le dune della Death Valley

© Daria Piccotti

La sabbia leggera come talco nuota fino all’orizzonte, animata da un vento di fuoco che costruisce e distrugge dune e colline con moto continuo, lento ed implacabile.

Il sole sta per tramontare, gli ultimi raggi ostinati lottano contro il sonno della sera prima di arrendersi alla fresca carezza della notte.

L’aria rovente che fino a un attimo prima ci tagliava il respiro si rintana nelle profondità della terra, lasciando spazio ad una brezza leggera che sa di blu.

Ci incamminiamo tra le dune, accolti tra le ombre lunghe della poca vegetazione temeraria, e sentiamo la profondità del silenzio. Un silenzio mai sentito prima, pieno e impenetrabile, ricco nella sua totalità insondabile.

In quel vuoto abbiamo sentito una completa unione con l’essenza selvaggia della natura, autodeterminata e indifferente alla presenza umana nella sua incalcolabile immensità.

I nostri passi non fanno alcun rumore, le nostre impronte vengono rapidamente cancellate dalla sabbia che si rincorre in delicati vortici, la notte avanza lenta verso di noi oscurando progressivamente i confini di questa terra indomabile.

Questo silenzio  ricco di presenza non ha bisogno di essere riempito, non è attesa ma compiutezza.

Avete mai sentito un silenzio tanto profondo e meditativo?

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