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Il viaggio al centro della Terra nel Grand Canyon

© Daria Piccotti

Una delle avventure più intense del nostro viaggio in America è senza dubbio l’esplorazione del Grand Canyon.

All’inizio siamo in alto, abbassiamo lo sguardo e si apre un’immensità di roccia, terre colorate, vegetazione in bilico su precipizi, lontani puntini che nella risalita si rivelano persone.

Abbiamo imboccato il South Kaibab Trail, che scende dentro al Canyon arrotolandosi su se stesso in una spirale discendente.

Ad ogni curva si svela un nuovo paesaggio, i colori abbracciano le ombre, la sensazione di avvicinarsi alle radici della Terra si fa più forte.

Ci sentiamo due piccoli esploratori al cospetto dell’immensità, sembra di essere entrati tra le pagine di una di quelle mirabolanti avventure che ci faceva sognare Jules Verne.

Il terreno grezzo e infuocato è plasmato in un sentiero a gradoni, che si rivela essere una mulattiera ancora oggi in uso. Incontriamo infatti una carovana di muli che si avventura nel Canyon ondeggiando sinuosamente. Quando ci passano accanto sembrano enormi, si allontanano per un paio di curve e già si trasformano in miniature di un gioco da tavolo.

Quanto è importante la prospettiva, vero?

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