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Un pezzo di mondo sulle acque della baia di New York

Un pezzo di mondo sulle acque della baia di New York
© Daria Piccotti

Un pezzo di mondo scivola sulle acque della baia di New York alla volta di Liberty Island, dove abita la Statua della Libertà.

Nella nostra prima alba a New York abbiamo attraversato la città nella sua veste sotterranea di cunicoli e metro sfreccianti, per arrivare a Battery Park nella Lower Manhattan.

Qui ci siamo pazientemente messi in coda, in attesa dell’arrivo del traghetto che ci avrebbe portati a Liberty Island prima, e a Ellis Island dopo.

Non appena l’equipaggio di bordo ha dato il via all’imbarco, l’ordinata colonna di viaggiatori si è rapidamente trasformata in un’onda umana che ha riempito ogni spazio del traghetto.

Siamo riusciti a raggiungere la terrazza scoperta e sistemarci su una panca verso prua, pronti ad assaporare la brezza dell’oceano.

Il viaggio è durato non più di una ventina di minuti, di cui ci siamo goduti ogni secondo, ogni spruzzo d’acqua, ogni immagine catturata dai nostri occhi avidi di esplorazione.

Da una parte la Statua della Libertà, sempre più vicina e imponente, dall’altra il famoso skyline di New York, avvolto da un velo morbido di foschia, e noi nel mezzo.

Questo “noi” era un mosaico multicolore, formato da frammenti di mondo riuniti insieme su questa imbarcazione, per raggiungere e vedere dal vivo il simbolo per antonomasia di libertà.

Ma lo è davvero?

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