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La natura del viaggio sulla Route 66

© Daria Piccotti

Stiamo guidando verso il Nevada, ci attende un lungo viaggio. Controllando il percorso ci accorgiamo che con una piccola deviazione avremmo la possibilità di percorrere un tratto della mitica Route 66: ci guardiamo e in meno di un secondo abbiamo già deciso.

Ci sentiamo due bimbi al parco giochi, scrutiamo l’orizzonte alla ricerca del famoso cartello, che ha reso leggenda quella strada infinita che dagli anni ’20 ha collegato l’ovest all’est, attraversando come un fiume d’asfalto ben 8 stati.

Nonostante l’Interstate 44 l’abbia mandata in pensione, la Route 66 ha saputo reinventarsi come strada di interesse storico, dimostrando un’anima fiera e creativa che l’ha trasformata in icona americana.

Varchiamo i solenni cancelli della cittadina di Williams e in un attimo siamo catapultati negli anni  ’60.

Non solo troviamo il simbolo per antonomasia dei viaggi on the road, scopriamo auto d’epoca, antiche locomotive, una tipica lavanderia a gettoni e una tavola calda in cui il tempo sembra essersi fermato.

In questo luogo diventa tangibile e concreto il senso del viaggio insito nel percorso e non limitato alla sola destinazione.

Nei vostri viaggi quali strade hanno disegnato la vostra mappa?

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