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Il fascino innato del carcere ad Alcatraz

IL FASCINO INNATO DEL CARCERE AD ALCATRAZ
© Daria Piccotti

Il carcere ha sempre esercitato su di me un fascino innato, esplorare in lungo e in largo quello di Alcatraz è stata un’emozione indescrivibile.

Al liceo sognavo di fare la criminologa, non tanto per le suggestioni dei thriller che ho sempre amato e divorato, ma perché volevo battermi per l’abolizione della pena di morte in tutto il mondo e per migliorare la vita dei detenuti.

Sogni adolescenziali che sono sfumati tra le pieghe della vita, tuttavia la mia propensione per questa realtà vive tutt’oggi immutata, e chissà, con il mio lavoro di Fotoscrittura, magari un giorno riuscirò a realizzare un pezzettino di quel sogno.

Con questi pensieri ho varcato i cancelli del carcere di Alcatraz e ne ho percorso i lunghissimi corridoi su cui si affacciano le file di celle.

Ciascuna di esse costituisce un piccolo universo umano a se stante, fatto di emozioni, dolore, passioni, segreti, tutti racchiusi in pochi metri di cemento e ferro.

Nonostante alcuni tentativi di fuga, attorno a cui aleggia il mito, ancora oggi la prigione di quest’isola conserva la nomea di carcere di massima sicurezza.

Le norme in vigore erano molto severe e le celle venivano assegnate in base alla pericolosità del detenuto, infatti ancora oggi si vede la differenza tra le celle dei blocchi principali, quelle di segregazione e le 6 celle di isolamento riservate a criminali particolarmente pericolosi.

Mi ha colpito positivamente che la prigione fosse dotata di una biblioteca per i detenuti: ciascuno aveva la propria tessera, accompagnata dal catalogo dei testi disponibili, e poteva fare richiesta dei libri che desiderava leggere. Credo sia un elemento essenziale nel percorso di riabilitazione per aprirsi a nuovi mondi e possibilità.

E così, giunta nella sala ormai spoglia di questa biblioteca, il mio sguardo è stato catturato dai giochi di luce e ombra tra un mondo interno di privazione e un mondo esterno aperto sull’oceano, letteralmente e metaforicamente.

Avete mai avuto occasione di visitare un carcere?

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