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Il paesaggio lunare della Death Valley

il paesaggio lunare della Death Valley
© Daria Piccotti

L’alba trasforma il deserto infuocato della Death Valley in un paesaggio lunare accarezzato da tinte pastello e silenzi di pietra.

Non erano ancora le 5 del mattino quando abbiamo raggiunto Zabriskie Point, una distesa sedimentaria formatasi nel fondale dell’antico lago Furnace Creek, prosciugato da oltre 5 milioni di anni.

Sale, ghiaia, sabbia  e residui vulcanici si sono stratificati in calanchi di roccia che il vento e l’erosione hanno attorcigliato in strane forme che ricordano le pieghe di un morbido tessuto e, al contempo, sembrano provenire da un altro mondo.

Prima dell’alba, quando il sole allunga pigramente i primi raggi sopra l’orizzonte, le onde scolpite in questo non-lago si colorano poco a poco di rosa e arancione.

Il tramonto visto la sera precedente nel giro di pochi minuti aveva incendiato di colori le dune, e, alla stessa velocità, aveva lasciato posto alle ombre della sera.

L’alba della mattina seguente, invece, è stata un percorso lento e delicato.

La fugacità del primo ha lasciato posto alla concentrazione meditativa della seconda.

A distanza di poche ore la natura ci ha mostrato l’essenza multiforme e misteriosa del tempo e dello spazio.

Immersi in questi pensieri e stretti in un abbraccio, abbiamo atteso il sorgere del sole, senza perdere né un istante né una sfumatura di quella melodia di natura.

Avete mai notato quanto sia rapido il tramonto rispetto all’alba?

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