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Le geometrie oblique del Grand Canyon

Le geometrie oblique del Grand Canyon
© Daria Piccotti

Scendendo lungo il Bright Angel Trail nel South Rim abbiamo incontrato le linee frastagliate che contornano gli strappi di terra del Grand Canyon.

Tra le sfumature cangianti delle rocce e delle sabbia si stagliano forme a saetta che tagliano il paesaggio come cicatrici sul pianeta.

Durante la discesa verso il fiume Colorado ci siamo soffermati più volte ad osservare (e fotografare) i disegni in colori pastello del paesaggio, meravigliandoci ad ogni tornante per la mutevolezza costante di questo pezzo di mondo così unico.

La struttura stessa delle escursioni al Grand Canyon è stata per noi unica, in quanto esse risultano suddivise in due parti.

Nella prima fase la camminata risulta agevole e semplice in quanto il percorso è interamente in discesa, cosa che permette di concentrare tutta l’attenzione sul paesaggio, i suoni, i colori e le emozioni.

La seconda parte è costituita dal medesimo percorso, questa volta in salita. In ogni Visitor Center viene consigliato di calcolare un tempo doppio per il ritorno rispetto all’andata, proprio per la maggiore difficoltà del terreno.

Il percorso è esattamente lo stesso ma in questo caso la camminata risulta decisamente più sfidante: il calore e la secchezza dell’aria riducono le energie, la pendenza in salita è spesso molto impervia e soprattutto costante.

Nel cammino di ritorno abbiamo quindi vissuto un’esperienza più fisica, in cui la concentrazione era volta ad un dispendio equilibrato di energie e ossigeno, al razionamento di bevande e cibo e al mantenimento del corpo in condizioni ottimali per la risalita.

Il medesimo luogo, due esperienze completamente diverse e ugualmente intense.

E voi avete fatto escursioni di questo tipo?

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